Sulle strade della Granda più incidenti mortali che nel resto del Piemonte

CUNEO «Diminuiscono nel 2014 i morti sulle strade della Granda rispetto al 2013, ma i primi dati del 2015 sono preoccupanti. Cuneo si conferma la provincia che in Piemonte, in proporzione, paga il tributo maggiore in termini di rapporto tra incidentalità e vite spezzate. Talvolta, la responsabilità è di pirati della strada o di soggetti imprudenti che trasformano la loro autovettura in un’arma micidiale. Il Ddl che introduce nell’ordinamento i reati di “omicidio stradale” e “lesioni personali stradali”, appena approvato dalla Camera e che ora torna all’esame del Senato, punta a garantire pene più severe, ma soprattutto effettive, per chi si rende responsabile di stroncare vite innocenti guidando in modo imprudente o sotto l’effetto di bevande alcoliche e sostanze stupefacenti». È quanto afferma il viceministro della giustizia Enrico Costa.

I dati elaborati e pubblicati dal Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale (CMRSS) fanno registrare una diminuzione della mortalità in provincia di Cuneo nel 2014: nei 1.203 incidenti con lesioni verificatisi lo scorso anno sulle nostre strade, i feriti sono stati 1.809 e i decessi 42 (48 i morti nel 2013, quando i feriti erano stati 1.860 in 1.245 sinistri, e 63 le vittime del 2010). Ciò è in controtendenza, peraltro, rispetto alla base regionale, che nel 2014 ha visto un aumento sia del numero degli incidenti stradali (11.434, +1,6 rispetto al 2013), che dei morti (265, sei in più rispetto all’anno precedente) e dei feriti (16,445, +0,5%).

Immagine d’archivio.

Tuttavia, non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Nei primi 9 mesi del 2015, nella Granda si contano già 38 morti (10 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), pur a fronte di un’ulteriore diminuzione del numero degli incidenti (da gennaio a settembre sono stati 821 rispetto agli 899 del 2014) e dei feriti (1.259 contro i 1.344 dello scorso anno). Ed è importante rilevare che, nonostante una capillare attività di prevenzione e sensibilizzazione sul territorio, il cuneese continua a far registrare entrambi i valori degli indici di mortalità (morti ogni 100 incidenti) e lesività (feriti ogni 100 incidenti) superiori alla media regionale.

«La Granda – osserva Costa – è la terza provincia più grande d’Italia: questo comporta che i cuneesi abbiano più di altri bisogno di spostarsi per raggiungere il luogo di lavoro o per usufruire dei servizi o per altre attività. La media di percorrenza per un automobilista è superiore a quella nazionale e proprio questa intensità della circolazione incide sul numero degli incidenti. Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane, che restano di gran lunga le più pericolose».

Conclude il Viceministro: «Dietro questi numeri c’è il dramma di tante famiglie, sulle quali spesso pesa anche la pena di non vedere i responsabili puniti in modo adeguato. Ciò ci impone di potenziare al più presto la normativa, affinché gli utenti della strada siano maggiormente tutelati. L’auspicio è quindi di giungere a un’approvazione definitiva della norma che introduce i reati di omicidio e lesioni stradali, con l’obiettivo di adeguare le sanzioni di fronte a comportamenti gravissimi».