Un sistema per i musei albesi

ALBA Biglietto e orari unici per i cinque poli culturali della città
Il primo annuncio è dell’ottobre 2013: gli enti culturali della città – museo Eusebio, Museo diocesano, centro culturale San Giuseppe, centro studi Beppe Fenoglio – daranno vita allo Sma, il Sistema museale albese. Lo scopo: mettere in rete, valorizzare e rendere ancora più accessibile l’offerta museale e culturale con un unico biglietto e con orari di apertura comuni.
Il Sistema museale albese per la rete culturale del territorio – ora identificato con il simpatico acronimo Smart – vede oggi insieme Comune, la diocesi, Famija albèisa (per il San Domenico), centri Fenoglio e San Giuseppe, sostenuti per la parte finanziaria dalla Compagnia di San Paolo.

Cinque sono le strutture coinvolte, alcune centenarie (il museo Eusebio), altre molto più recenti – e meno conosciute – come il Mudi, che custodisce i reperti e le parti visibili dello scavo sotto la cattedrale di San Lorenzo, o il San Giuseppe, con le testimonianze di epoca romana. A essi si aggiungono il centro studi Beppe Fenoglio nella casa di piazza Rossetti dove lo scrittore visse e scrisse gran parte delle sue opere, con spazi fotografici e artistici, testimonianze concrete della vita di personaggi come lo stesso Fenoglio e Pinot Gallizio, con fotografie di Aldo Agnelli. E non poteva mancare il «bel San Domenico» al cui interno sono conservate numerose opere d’arte.
I “pezzi” del Sistema museale albese saranno visitabili con un biglietto unico, valido un anno al costo di 6 euro (gratuito per i minori di 10 anni), che si può comprare al museo Federico Eusebio e all’ente turismo Alba Bra Langhe Roero, in piazza Risorgimento 2. Le cinque strutture saranno aperte dal martedì al venerdì, dalle 15 alle 18, al sabato e alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.30.

Fabio Tripaldi, assessore alla cultura della città, commenta: «Il Sistema museale albese è una nuova opportunità per far crescere l’offerta turistica e culturale del territorio e si inserisce in un contesto dove già è in atto un piano di valorizzazione integrata del patrimonio. La collaborazione tra gli enti culturali siano la carta vincente per portare ricadute economiche e per avvicinare tutti ai tesori della città».