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Bianco: nuovo polo produttivo ad Alba per 300 persone

ALBA La preoccupazione dei lavoratori di Giordano vini e  Mtm-Brc e  lo sconforto degli ex RotoAlba non lasciano sereni, ma l’accordo definito nei giorni scorsi tra il gruppo Miroglio e la Bianco è incoraggiante. La Bianco, società fondata nel 1974, controllata del gruppo Tcn di Cherasco, ha acquistato da Miroglio il complesso da alcuni anni dismesso tra strada Tagliata e corso Asti, un tempo culla dell’industria Miroglio Textile. Oltre 100 mila metri quadrati coperti per un terzo da capannoni e dal cosiddetto “palazzo di vetro”, il complesso che avrebbe dovuto ospitare il quartier generale dell’azienda tessile.

Sono due le motivazioni che hanno spinto la Bianco a intraprendere l’operazione. La prima è il contratto di locazione per l’affitto dell’attuale sede, in viale Industria 4, che non essendo stato prolungato oltre la scadenza fissata a fine anno ha obbligato la società presieduta da Giuseppe Bernocco a individuare una nuova collocazione. La seconda è conseguente a un progetto di espansione industriale.
Che fisionomia assumerà allora il sito di corso Asti? Nei piani della Bianco, tornata a brillare nel 2008 con l’arrivo di Bernocco e di altri nuovi soci, c’è la riqualificazione e la conversione dei fabbricati esistenti ma anche una nuova realizzazione di edifici produttivi per una superficie di circa 2.600 metri quadrati ( lunedì 30 novembre, il Consiglio comunale ha concesso un permesso per interventi edili in deroga al Piano regolatore), con in programma un ulteriore ampliamento di 9 mila metri quadrati.
L’espansione avrà ricadute sull’occupazione. Il gruppo Tcn controlla diverse società oltre la Bianco (tra cui le Tcn di Cherasco e Asti, aziende in Cina e India e la Galup, rilevata al 90 per cento lo scorso aprile), per un totale di 220 dipendenti (a cui si aggiungono 45 lavoratori assunti tramite agenzie interinali), ma nei rinnovati stabilimenti di corso Asti dovrebbero trovare spazio quasi esclusivamente i dipendenti della Bianco che potrebbero triplicare rispetto agli attuali 100.
«Entro il 2018», spiega Giuseppe Bernocco «vorremmo creare in quell’area un polo produttivo con attività di ricerca e sviluppo per le lavorazioni nel campo tessile, progettazione di linee per il packaging e per la manipolazione del prodotto oltre alla meccanica di precisione applicata alla costruzione di componentistica industriale. Pertanto occorrerà far crescere il numero di addetti, che potrebbero toccare quota trecento».
Quasi tanti come i 470 (170 operai e 300 impiegati) occupati da Miroglio durante il periodo di massima produttività del sito, cioè una forte spallata alla congiuntura.

Enrico Fonte