Questo Natale Banca d’Alba ascolta il cuore

ALBA Si può fare finanza a misura di territorio anche ascoltando i battiti del cuore. Lo dice – la “traduzione” è libera – il presidente di Banca d’Alba Felice Cerruti. È questo il senso dello slogan Questo Natale ascoltiamo il cuore, con il quale la banca di credito cooperativo con il numero più elevato di soci d’Italia ha deciso di donare all’ospedale San Lazzaro uno strumento e un software che permetteranno di rendere più efficaci il monitoraggio e la diagnosi per chi ha patologie di cuore. «Con questo gesto», spiega il presidente, «intendiamo augurare un buon Natale a tutti, soprattutto a chi ha qualche problema di salute».

L’incontro in cui Banca d’Alba ha presentato il bilancio e annunciato la donazione all’ospedale San Lazzaro di Alba.

Cerruti e il suo staff stanno chiudendo le iniziative per i 120 anni di vita di Banca d’Alba, nata per «promuovere il progresso economico e la prosperità dei soci» nel 1895, con la Cassa di prestiti dell’Unione agricola di Diano.
Che cosa cambierà per i malati di cuore curati al San Lazzaro e poi a Verduno? L’ospedale di Alba potrà effettuare, fin da prossimi mesi, la risonanza magnetica cardiaca, un esame diagnostico avanzato atto a studiare in modo approfondito le strutture cardiache e, in particolare, il miocardio, il suo movimento, la sua perfusione e la sua vitalità. L’esame consentirà di valutare malformazioni e tumori cardiaci, cardiomiopatie, fibrosi cardiaca dopo un infarto del miocardio, malattie del pericardio e offrirà la possibilità di valutare l’apparato valvolare cardiaco, l’aorta e i vasi polmonari.
Ne è entusiasta il direttore generale dell’Asl Cn2 di Alba-Bra, Francesco Morabito: «L’aggiornamento tecnologico della risonanza magnetica nucleare, già attivo presso il nosocomio di Alba, con l’implementazione del nuovo software cardiologico, assume una duplice valenza, tecnologica e professionale, a riprova che l’Asl persegue la crescita su entrambi i fronti, in vista dell’ultimazione dell’ospedale di Verduno, dove la strumentazione sarà trasferita».
Precisa Antonio Dellavalle, direttore del reparto di cardiologia all’ospedale di Alba: «La risonanza magnetica cardiacapuò essere complementare all’ecocardiografia. Il suo utilizzo interessa in particolare la popolazione giovanile e la ripetizione degli esami necessari per il follow-up viene garantito da una metodica esente da radiazioni e dall’uso del mezzo di contrasto, come succede per altre diagnostiche come la Tac».

m.g.o