Marco Acquaroli, chef bergamasco vince il Bocuse d’or

ALBA La giuria di grandi cuochi del Teatro sociale incorona Marco Acquaroli, trentenne chef bergamasco, del Four seasons des Bergues di Ginevra. Acquaroli rappresenterà l’Italia agli europei di Budapest, a maggio, portando un po’ di Alba lui che è stato aiuto chef al ristorante Piazza Duomo. Premiati per il miglior piatto di pesce Debora Fantini, unica donna in gara e Francesco Gotti per il miglior piatto di carne.

«Stiamo assistendo alla più grande manifestazione enogastronomica ospitata ad Alba dal dopoguerra ad oggi». Con le parole di Bruno Ceretto si è aperta ufficialmente la finale italiana del Bocuse d’or, al Teatro sociale di Alba. Due giorni di gare con il gotha della cucina italiana per eleggere il rappresentante del Bel Paese alle finali europee di Budapest, in programma a maggio e, si spera, alla finale mondiale di Lione il prossimo gennaio 2017, dove l’Italia è mai arrivata.

Provano a scrivere la storia i 12 cuochi, da ogni parte dello stivale e scrive una pagina, entusiasmante, della propria storia la città di Alba, per due giorni capitale incontrastata dell’alta cucina italiana. Da brividi anche la giuria guidata dallo chef tristellato Enrico Crippa, dal due stelle Giancarlo Perbellini e dal vincitore del Bocuse d’or mondiale 2015, il norvegese Ørjan Johannessen. Al loro fianco altri nomi che hanno scritto pagine importanti nella storia dell’alta cucina del Bel Paese, da Gianfranco Vissani a Davide Oldani per quello che è e resta il più importante concorso di cucina del Mondo, in cui cuochi giudicano altri cuochi. In cabina di regia Witaly l’Atl Alba,Bra, Langhe e Roero e il gran cerimoniere Luigi Cremona.

La serietà e l’impegno la fanno da padrone, senza rubare spazio allo spettacolo cui hanno potuto assistere migliaia di curiosi estasiati nell’ammirare i 12 concorrenti in gara. Due le prove, il piatto di pesce, da cucinare in 4 ore, a base di storione e caviale e il vassoio di carne, da presentare in mezz’ora. I due cuochi roerini aprono e chiudono la competizione. Il via alle danze con Stefano Paganini, proprietario del ristorante “Alla corte degli Alfieri” di Magliano 4 ore di tempo per preparare il piatto di pesce “Ricchezza e povertà”, utilizzando prodotti tipici di Langhe e Roero: tartufi e nocciole abbinati a storione e caviale, la mezz’ora successiva bellissimo vassoio di carne “Un cervo tra le colline di Langhe e Roero”, molto apprezzato dai giudici. A seguire Marco Acquaroli, Lorenzo Alessio, Riccardo Basetti, Debora Fantini, Francesco Gotti, Andrea Alfieri, Daniele Lippi, Giovanni Lorusso, Leonardo Marongiu e Giuseppe Raciti. Chiusura affidata a Michelangelo Mammoliti. “Pavé di storione” con bagna caoda risulterà tra i più apprezzati piattidi pesce. “Sella di cervo profumata al caffè” il piatto di carne che chiude la gara e fa calare il sipario sull’edizione italiana del Bocuse d’or che incorona Marco Acquaroli. A trionfare con il cuoco Bergamo, la città di Alba, grande protagonista della kermesse.

Marcello Pasquero