Aumentano gli avvistamenti di lupi in collina

LANGA E CEBANO Sono 21 in Piemonte e 14 nella provincia Granda i branchi di lupi presenti, composti in media di 5-6 animali ciascuno e monitorati dal progetto Lifewolfalps, nato per realizzare azioni coordinate per la conservazione a lungo della popolazione alpina dell’animale. L’incontro con il lupo suscita tuttora emozioni contrastanti. Lo sa bene la signora Cinzia Pagazza, di Bagnasco, nei pressi di Ceva, che alcune settimane fa passeggiando con un’amica e il suo cane si è imbattuta in una lupa ferita e, vinta dalla curiosità, non ha resistito alla tentazione di avvicinarsi per scattarle una fotografia. La lupa, allo stremo delle forze, non è scappata né ha reagito all’avvicinamento della donna. Sul posto è intervenuto Massimo Sciandra, guardiaparco dell’Ente aree protette delle Alpi Marittime, che commenta: «La lupa ha una zampa ferita, si muove quindi con difficoltà in uno spazio vitale molto limitato in una zona abitata: per questo viene monitorata costantemente dal personale dell’Ente di gestione delle Alpi Marittime impegnato nel progetto Lifewolfalps, perché non accada nulla di male all’animale e non si crei ingiustificato allarme o situazioni di potenziale pericolo, con persone che tentino di avvicinarla». Prosegue Sciandra: «Molti abitanti che ci hanno contattati finora hanno rivelato un atteggiamento positivo e addirittura protettivo nei confronti della lupa. Qualcuno avrebbe voluto persino aiutarla dandole da mangiare. Un atteggiamento comprensibile, ma sbagliato. Il lupo è un animale selvatico e come tale va rispettato: non va né danneggiato né avvicinato. La lupa potrebbe appartenere a un branco che vive tra Piemonte e Liguria, oppure al branco della bassa Valle Tanaro o, ancora, essere un animale solitario».

Erano invece ben curati i sei lupi che Marisa Bottero ha avvistato lo scorso 8 marzo a un centinaio di metri dalla sua casa di Sale San Giovanni. Racconta la signora: «Mentre passeggiavo con il mio cane ho visto quello che inizialmente mi è sembrato un grosso animale domestico che continuava a guardare nella nostra direzione. L’ho osservato meglio e, nel tempo impiegato per capire che si trattava di un lupo, ne sono arrivati altri cinque». La signora ha segnalato il fatto al Comune e alla Forestale. Sul posto è intervenuto il tecnico del progetto e del Parco Alpi Marittime Davide Sigaudo, che ha seguito a lungo le tracce degli animali. «Mi era già successo negli anni scorsi di imbattermi in un lupo. Non è un incontro infrequente da queste parti, anche se un branco di sei è certamente una rarità. Non ho avuto la sensazione che potessero essere pericolosi», aggiunge la signora Bottero.

Commenta Irene Borgna, responsabile della comunicazione di Lifewolfalps: «Si tratta di zone di presenza stabile degli animali: per quanto i lupi di preferenza abbiano abitudini notturne, è possibile che avvistamenti analoghi si ripetano. È importante segnalarli sempre alla Forestale o ai Parchi: è utile al monitoraggio della specie, aiuta a parlare con le persone e a scacciare paure ingiustificate».

I recenti avvistamenti si sommano a quelli dell’anno scorso nelle Langhe. A marzo del 2015 il corpo di un lupo ucciso da una fucilata venne ritrovato in località Paciacchi, a Saliceto, e a Sinio nello stesso mese alcuni ovini furono sbranati in pieno giorno da lupi, almeno stando alla ricostruzione dei proprietari. Più recente il ritrovamento, a fine febbraio, di un lupo morto nei pressi di una cava a Castelnuovo di Ceva.

Debora Schellino