Borse Roero style alla conquista del mondo

CASTAGNITO Le sorelle Garello esportano anche foulard e gioielli
Un progetto tutto made in Italy, dall’ideazione fino alla produzione, che piace anche all’estero e si apre al mercato di Hong Kong, quello delle sorelle Laura e Daniela Garello, castagnitesi e menti creative degli accessori prodotti da La Tilde.
Nato nel 2010, con la prima Phone Bag (l’originale borsa con la vecchia rotella dei numeri e la cornetta dei telefoni anni Settanta), il marchio sta riscuotendo un successo che ha stupito persino le fondatrici.
Com’è cominciato tutto? «Quando gestivamo ancora le nostre videoteche, ci divertivamo a creare collane e accessori», raccontano le due sorelle, che poi aggiungono: «La svolta è avvenuta dopo la creazione della Phone Bag e la partecipazione a una fiera dell’artigianato. Ci è stato consigliato di esporre alla fiera organizzata, prima a Firenze e poi a Milano, da Pitti per le collezioni femminili. Esporre nei posti giusti è stato il punto di partenza del nostro successo e ancora oggi è il luogo dove incontriamo i compratori che acquistano i nostri prodotti e li vendono nei loro negozi».
Così è nata La Tilde, che prende il nome da una nonna immaginaria (Matilde, appunto) che serba tesori preziosi per creare poi con essi dei pezzi unici.
Sono questi gli elementi utilizzati per le collane, prodotti ancora oggi con elementi provenienti dai mercati di brocantage di tutta Europa, e per le loro creazioni.

«Le borse sono di pelle, cucita a Firenze o, in edizioni limitate, create con stoffe vintage. Gli elementi a cui siamo maggiormente legate continuano a essere le parti del telefono o, in alternativa, gli orologi da taschino», spiegano Laura e Daniela. Un progetto ambizioso e ricco di passione che, nonostante un mercato in grande espansione, non vuole scendere a compromessi con la produzione su larga scala.
Se si chiede alle due sorelle cosa si attendono dal futuro, infatti, si scambiano occhiate di complicità e rispondono: «Vogliamo crescere, ma continuare a fare ciò che amiamo. Quindi vogliamo continuare a restare una piccola impresa, attenta ai dettagli e alla qualità».
Alessia M. Alloesio