Niente infarto di sera o nel fine settimana

SANITA’  L’Emodinamica 24 ore su 24, sette giorni su sette all’ospedale San Lazzaro di Alba. Una storia durata un solo giorno: l’11 settembre 2014, subito interrotta dalla Regione che nel Patto per la salute 2014-2016 non ha previsto il servizio nell’Asl Cn2, in funzione solo con l’apertura dell’ospedale di Verduno. Fino ad allora il San Lazzaro potrà garantire l’assistenza agli infartuati solo nei giorni feriali dalle 8 alle 20 e, grazie a un recentissimo accordo con il 118, l’immediato trasferimento dei pazienti nei più prossimi presidi dotati di h24: Asti per gli albesi e Savigliano per i braidesi. Una toppa, in attesa dell’apertura del nuovo ospedale Alba e Bra.

I tempi per la realizzazione del nuovo nosocomio si sono, però, di molto dilatati, anche a causa dei ritardi nel garantire il flusso di denaro che la Regione doveva versare nelle casse dell’impresa costruttrice. E l’Asl Cn2 si è, nel frattempo, dotata di un laboratorio per l’emodinamica all’avanguardia, fondamentale per il trattamento d’urgenza degli infarti, dal valore di circa un milione di euro, donato dalla fondazione Cassa di risparmio di Cuneo e da alcuni industriali. Non solo: per attivare il servizio, l’Azienda si è rivolta ad Antonio Dellavalle, primario di cardiologia da giugno 2014, un vero esperto in materia avendo attivato il reparto di emodinamica nel 1993 a Cuneo e, più di recente, a Savigliano.

Agli ordini di Dellavalle, è attiva un’équipe formata da 12 cardiologi, 21 infermieri specializzati, 5 tecnici di radiologia per l’emodinamica e 8 operatori sanitari, pronti a garantire la copertura 24 ore su 24, senza alcun aggravio economico per l’ente, ma solo attraverso la turnazione. Troppo bello per essere vero, verrebbe da dire. E infatti non è vero, perché la burocrazia spesso, in Italia vale più del buon senso. L’assessore alla sanità, Antonio Saitta, non concede appello: «Ad Alba c’è mai stata e non dovrebbe esserci l’emodinamica».

Il nuovo piano regionale – che punta, sulla carta, a ridurre gli sprechi – sentenzia che per aprire un servizio emodinamica 24 ore su 24 il bacino di utenti debba configurarsi tra 300 e 600mila abitanti, con una forbice ampia al punto da sembrare più adatta a una città come Torino piuttosto che alla seconda regione più vasta d’Italia. Per la provincia di Cuneo, dove vivono 590mila persone, la Regione concede una piccola deroga: due reparti di emodinamica: a Cuneo e Savigliano, dove esisterà fino all’apertura dell’ospedale di Verduno. Stop.

Dalle finestre dell’Assessorato alla sanità di corso Regina Margherita a Torino, in effetti, non si vedono il Roero e le Langhe, non se ne percepisce la dispersione degli abitanti. È più facile invece scorgere il profilo degli otto ospedali che hanno potuto attivare il servizio di emodinamica h24, in regola con il piano sanitario regionale.

Marcello Pasquero