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Andrea Olivero al vertice sull’agricoltura di Parigi

PARIGI A rappresentare l’Italia nella riunione ministeriale sull’agricoltura dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) è stato il viceministro cuneese Andrea Olivero. I delegati dei 34 Paesi membri, quelli di altre nazioni che non ne fanno parte, gli esponenti degli organismi internazionali e della società civile per due giorni hanno discusso delle migliori politiche per costruire un sistema agroalimentare globale, produttivo, sostenibile e resiliente capace di affrontare le numerose sfide proposte dal pianeta, come il nutrire una popolazione mondiale in crescita, gestire le risorse naturali in modo sostenibile e misurarsi sul problema dei cambiamenti climatici. Il confronto ha permesso di riaffermare il ruolo centrale dell’agricoltura per il raggiungimento della sicurezza alimentare.

Ci sono delle ricette concrete?

«La cooperazione internazionale è una strada per favorire l’apertura dei mercati mondiali e va perseguita come una grande opportunità per tutti gli agricoltori che, in essa, potrebbero trovare adeguati sbocchi per le loro produzioni. In questo contesto l’Ocse, nel suo programma di lavoro, può accompagnare i Paesi per esaminare le strategie in corso, compararle e verificarne l’efficacia», ha spiegato Olivero.