Su questo sito utilizziamo cookie tecnici.

Domenica si alza il sipario su Vinitaly

 

ENOLOGIA Dal 10 al 13 aprile Verona ospiterà la cinquantesima edizione di Vinitaly, la più importante manifestazione italiana dedicata al vino. Qualcuno dice anche a livello internazionale. Sono lontani i tempi in cui due grandi saloni in un solo padiglione ospitavano le migliori espressioni del vino italiano. Erano gli anni Sessanta e quella frazione di vino italiano di qualità muoveva i primi passi con le Denominazioni di origine che avevano avuto in dote la loro legge istitutiva e cominciavano a spuntare i primi riconoscimenti. Poco per volta, il vino italiano è cresciuto e con esso le manifestazioni di promozione, in particolare il Vinitaly, che quest’anno celebrerà la sua corsa ai grandi numeri: annunciati 4.300 espositori, 150mila visitatori e 2.500 giornalisti.

Piemonte in grande spolvero. Nutrita sarà anche a Vinitaly la presenza delle aziende piemontesi (quasi 600 espositori, il 14% del totale). La carica dei piemontesi è fatta di aziende dalle dimensioni più svariate, ma come al solito saranno innumerevoli le piccole e medie realtà, che hanno individuato nella manifestazione veronese uno dei loro spazi privilegiati. Ancora una volta, la presenza piemontese è guidata dalla sinergia tra Regione, Unioncamere e organizzazioni dei produttori, rappresentate dal consorzio Piemonte land of perfection, che raggruppa in pratica tutti i Consorzi di tutela operanti in regione. L’area istituzionale nel Padiglione 10 ospiterà la mostra dedicata ai paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato riconosciuti dall’Unesco patrimonio dell’umanità e sarà il palcoscenico in cui si snoderà un folto programma di incontri e presentazioni che vedranno protagonisti la Barbera e il Gavi, il Ruché e la Freisa della vigna di don Bosco, l’Albarossa e il Vermouth di Torino. Poi saranno di scena gli eventi 2016 del Piemonte del vino, dalla Douja d’or al Festival delle sagre, da Vinissage di Asti a Vinum. La presenza del Piemonte al Vinitaly sarà ribadita anche dal Ristorante Piemonte curato da due chef stellati: Walter Ferretto del Cascinalenuovo di Isola d’Asti e Maurilio Garola de La Ciau del Tornavento di Treiso.

Lo scorso anno la medaglia Cangrande è andata alla barolista Maria Teresa Mascarello.

Le medaglie Cangrande. Tornerà anche la cerimonia di consegna delle medaglie Cangrande, che ogni anno il Vinitaly conferisce ai benemeriti della vitivinicoltura segnalati dalle varie regioni. Quest’anno per il Piemonte è stato designato Franco Roero, titolare dell’omonima azienda vitivinicola di Montegrosso d’Asti, uno dei luoghi più vocati per la Barbera. Con questa designazione, la Regione ha voluto riconoscere il grande lavoro fatto da molti produttori di piccola e media dimensione per il consolidamento e la crescita di questo vino. Quella Barbera che, pur continuando a mantenere il suo carattere di popolare vino quotidiano, ha saputo interpretare l’evoluzione del gusto e delle tecniche di produzione, dando origine a prodotti di grande livello qualitativo, come la Barbera d’Alba, la Barbera d’Asti, la Barbera del Monferrato, la Colli Tortonesi Barbera e, più recentemente, il Nizza.

Giancarlo Montaldo