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La rivoluzione dimezzata dell’Ente fiera

ALBA L’Ente fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba cambia, ma solo a metà. In seguito alle sollecitazioni giunte dalle opposizioni il sindaco Maurizio Marello aveva annunciato una profonda rivoluzione per l’ente costituito nel 2003 da Comune, Aca e Giostra delle cento torri per promuovere nel mondo la rassegna dedicata al Tuber magnatum Pico. In particolare, come rivelato in un’intervista a Gazzetta d’Alba, il sindaco pensava di costituire una nuova società, pubblica o mista pubblico-privata con il Comune capofila, che inglobando l’Ente fiera si occupasse di coordinare tutte le manifestazioni turistico-culturali della città. Per quanto riguarda l’erogazione dei singoli servizi turistici, si sarebbe valutato caso per caso, decidendo se ricorrere a una gestione diretta o a un affidamento esterno.

L’inquilino più importante di piazza Duomo aveva anche fissato ai primi mesi del 2016 la scadenza per l’attuazione della riforma. Con aprile alle porte, il nostro giornale ha verificato come si sia mossa l’Amministrazione comunale, scoprendo che la rivoluzione sarà ridimensionata rispetto agli annunci dell’autunno 2015. A riferirlo è lo stesso Marello, che individua nelle ultime leggi nazionali la causa del mezzo dietrofront.

Queste sono le sue parole: «Visto che le manifestazioni turistiche abbracciano quasi tutto l’anno, era opportuno aprire un ragionamento volto a dare un’organizzazione più strutturata e si era pensato a una nuova società, ma le recenti riforme su finanza e pubblica amministrazione varate dal Governo di Matteo Renzi hanno fatto superare questa idea, in quanto la costituzione di una nuova società sarebbe consentita soltanto se questa perseguisse fini istituzionali non ottenibili altrimenti».

Dovendo – sempre a giudizio del sindaco – abbandonare l’idea iniziale, che andava letta non solo come una risposta alla minoranza ma come la concretizzazione di ipotesi già teorizzate dall’assessorato guidato da Paola Farinetti, il centro-sinistra proverà a rinnovare l’Ente fiera, potenziandolo. «Si pensa di mantenerlo», chiosa Marello, «ma si dovrà lavorare per rinnovarlo e potenziarlo e far sì che sia sempre più l’elemento di riferimento nell’organizzazione della manifestazione».

Enrico Fonte