Petizione popolare per la legittima difesa

ALBA È possibile firmare, fino al 31 maggio, nel proprio Comune di residenza, la legge di iniziativa popolare, promossa da Italia dei valori, per punire più severamente la violazione del domicilio col raddoppio delle pene e per accrescere la possibilità di difesa legittima, senza incorrere nell’eccesso colposo.


La proposta punta a far salire da sei mesi a un anno la pena minima e da tre a sei anni la pena massima per la violazione dell’abitazione, modificando l’articolo 164 del codice penale, e vuole eliminare l’accusa di delitto colposo nel caso in cui sia necessario difendere se stessi, i propri beni o i propri familiari nel corso di un’aggressione o di un furto, inserendo un paragrafo nell’articolo 55 del codice penale.
Con la raccolta firme viene anche richiesto di negare il risarcimento, in caso di lesioni, per l’aggressore o i diretti familiari dello stesso.
Le ragioni della richiesta, per i promotori, sono dettate dal crescente numero di furti in abitazione a livello nazionale e dall’esigenza, percepita da molti cittadini, di sentirsi più al sicuro. Non vuole essere, sottolineano i promotori, una modifica per potersi comportare da “sceriffo fai da te”, ma si vuole permettere ai cittadini di sentirsi tutelati, prevedendo pene più severe per i malfattori.

Tutti i cittadini possono partecipare alla raccolta firme: per l’adesione o per maggiori informazioni sarà possibile recarsi all’ufficio segreteria o all’anagrafe del proprio Comune di residenza.
Il quorum è fissato a 50mila firme, necessarie perché la legge di iniziativa popolare possa essere presentata in Parlamento. Spetterà poi a Camera e Senato discutere e approvare la legge per farla entrare in vigore. Va notato che non si tratta di un referendum.
Alessia M. Alloesio