Banca d’Alba, Tino Cornaglia è il nuovo presidente

ALBA Giornata storica, domenica 29 maggio, per Banca d’Alba, che ha salutato l’ultima assemblea con Felice Cerruti presidente annunciando un record e una grande opera per la città. Il primato è quello delle presenze: in piazza Medford, intervenuti per approvare il bilancio 2015 ed eleggere il nuovo Consiglio di amministrazione e il nuovo Collegio sindacale, c’erano ben 14.182 soci, numero che ha fatto dell’assemblea di Banca d’Alba l’incontro di democrazia finanziaria più partecipato del credito cooperativo italiano.

L’annuncio riguarda la decisione dell’istituto di credito cooperativo di costruire e poi donare al capoluogo delle Langhe un polo congressuale-fieristico in piazza Prunotto e potrebbe essere pronto nel giro di tre anni. Una sorta di eredità lasciata da Cerruti, il quale ha deciso di non ricandidarsi dopo un’esperienza di oltre cinquant’anni nel mondo bancario, trentasei dei quali alla presidenza, prima della Cassa rurale di Vezza e dal 1998 di Banca d’Alba.

«La mia è una scelta ponderata, dettata da motivi personali e di età: tutte le cose belle hanno un termine», ha affermato Cerruti. «Porto con me tantissimi bei momenti e anche alcuni difficili, con la consapevolezza di avere dato il massimo per i soci e il territorio. Lascio tranquillo perché la banca è solida, redditiva e patrimonializzata, ma soprattutto in buone mani perché gestita da persone competenti che hanno a cuore territorio e soci, il patrimonio più grande della banca».

L’assemblea ha risposto approvando all’unanimità la proposta di conferire a Cerruti il titolo di presidente onorario. Il Consiglio di amministrazione, nella riunione di lunedì 30, ha scelto come suo successore Tino (Ernesto) Cornaglia (foto sotto), mentre il ruolo di presidente del Comitato esecutivo (incarico primo affidato al presidente del Cda) e di amministratore delegato è stato affidato a Pierpaolo Stra. Cornaglia, 58 anni, farmacista albese, è amministratore di Banca d’Alba dal 2003, e vicepresidente vicario dal 2007. È presidente della fondazione Banca d’Alba e della cooperativa sociale Cento Torri. È stato assessore nella prima Giunta Rossetto e, in seguito, presidente del Consorzio socio-assistenziale. Ha già promesso «tanto entusiasmo e tanto lavoro per portare avanti l’impegno di Cerruti».

Completano il nuovo Cda (uguale al precedente eccezion fatta per Cerruti e Ornella Bracco che hanno lasciato per motivi personali): Margherita Fenoglio, Matteo Bosco, Antonello Borlengo, Federica Rosa, Gian Franco Marengo, Mario Viazzi, Pierluigi Rinaldi, Giovanni Cucco, Renata Siccardi, Giulio Porzio ed Elvezio Volta.

Enrico Fonte

Il bilancio: patrimonio di oltre 300 milioni, utile netto a 18,3 milioni

Il voto dell’assemblea è stato unanime anche sul bilancio 2015 di Banca d’Alba, chiuso con tutti i principali indicatori in crescita. I soci sono aumentati di 2.507 unità (1.090 con meno di 30 anni), portando il totale a fine dicembre a 47.840 (oggi già 48.602), dato che rafforza il primato italiano di Banca d’Alba nel credito cooperativo.

I volumi complessivi si sono attestati a 8,2 miliardi di euro (+2%) e la raccolta complessiva ha raggiunto i 5,5 miliardi di euro, con un aumento del 4% rispetto all’esercizio precedente. Gli impieghi si sono attestati a 2,7 miliardi di euro e sono stati stipulati 5.102 nuovi mutui per un valore di 355 milioni di euro, di cui 1.350 relativi alla casa (oltre trecento in più rispetto al 2014) erogati alle famiglie per oltre 150 milioni di euro. Sono inoltre state accolte 687 richieste di moratoria, più del doppio rispetto all’anno precedente.

Il patrimonio ha raggiunto 312,3 milioni di euro e l’utile netto 18,3 milioni di euro, «risultato raggiunto dopo aver effettuato accantonamenti molto prudenziali in ragione delle difficoltà dell’economia attuale e attraverso un’azione di razionalizzazione delle risorse e di contenimento dei costi, sempre mantenendo condizioni economiche di favore soprattutto nei confronti dei soci», osservano dalla sede di via Cavour. Queste sono le considerazioni del direttore generale Riccardo Corino: «I numeri del bilancio 2015, molto positivi, rafforzano la solidità di Banca d’Alba e sono uno stimolo ulteriore per sostenere famiglie e imprese: ci impegniamo a garantire un adeguato sostegno creditizio e un’alta qualità professionale al servizio di aziende locali e privati».

Il 2016, intanto, è iniziato con una ulteriore crescita nei volumi e nel numero delle filiali. Ancora Corino: «A maggio abbiamo inaugurato la filiale di via Nizza a Torino, dotata di una modernissima area self h24, che rafforza la nostra presenza nel Torinese portando il computo totale a 7 in città e 19 in tutta la provincia. È inoltre operativa una nuova filiale nel cuore di Alessandria, in piazza della Libertà».

Enrico Fonte