Perosino: Enoteca di Canale? È tempo di andare avanti

INTERVISTA L’assemblea dei Sindaci del Roero, con alcune assenze ampiamente annunciate di un piccolo gruppo di primi cittadini dissidenti, ha eletto lunedì 23 maggio il nuovo presidente dell’Enoteca di Canale, il trentaseienne govonese Pier Paolo Guelfo. Più volte negli ultimi convulsi otto mesi, che hanno fotografato l’immagine di un Roero spaccato e diviso sull’Enoteca, un gruppo di produttori e sindaci dissidenti hanno puntato il dito contro Marco Perosino, presidente dell’associazione dei sindaci della Sinistra Tanaro, ritenuto dagli accusatori il grande burattinaio che avrebbe pilotato la sostituzione di Luciano Bertello dopo 25 anni di presidenza.

Perosino, è andata davvero così?
«Vorrei precisare che tanto è stato fatto in questi anni di presidenza Bertello: iniziative creative di vasto successo, promozione a mezzo stampa e Tv, contributo a creare e diffondere il marchio Roero. E ciò lo riconosco con tutta sincerità. Occorre però precisare la situazione contabile, amministrativa e di prospettiva. Ogni attività pubblica e privata non può prescindere dai conti, in trasparenza, completezza, limpidezza di comprensione per tutti. Anche alla luce di quanto successo negli ultimi mesi: interviste, articoli, lettere, incontri convocati da altri enti e persone, prese di posizione».

Mesi in cui lei ha deciso di non rispondere alle accuse. Perché?
«C’era un clima di sudditanza psicologica rispetto alla copertura mediatica e di circoli di opinione e di potere di cui godeva il presidente. Le voci dissonanti erano qualificate come Cassandre o non corrispondenti a verità. Intendo parlare una volta sola, questa. Quindi non ci saranno repliche perché le cose serie si dicono una volta e quelle sono. Sono disponibile a qualsiasi dibattito pubblico, con chiunque, in qualsiasi modalità, senza consulenti, sui numeri e sui fatti».

Il problema era solamente economico?
«No, ma siamo di fronte a una situazione debitoria dovuta a tanti motivi. Andava e va affrontata con ricerca e apporto di nuovi capitali da Comuni soci, produttori aderenti, cercando il pareggio di costi ed entrate delle singole manifestazioni. Mi rendo conto che non è simpatico affermare ciò ma sta scritto nei libri contabili».

Cosa si sarebbe potuto fare e non è stato fatto?
«La commissione dei Sindaci negli ultimi tre anni in numerose riunioni ha sollevato diverse problematiche. Prima di tutto è stato chiesto di dare un’impronta più commerciale all’Ente attirando i veri potenziali compratori e di rinegoziare i rapporti con il ristorante in un’ottica di reciproca utilità per preservare il principio di concorrenza leale nei confronti di tutti gli altri ristoratori del Roero. I Sindaci hanno anche chiesto di potenziare il reparto degustazione e vendita, di affrontare un modo nuovo di gestire l’Enoteca, alla luce dei mancati contributi da Regione ed enti pubblici. Inoltre, si è chiesto di potenziare il sito Internet e soprattutto di coinvolgere il Consorzio di tutela del Roero Arneis che potrebbe avere i propri uffici presso l’Enoteca, usufruendo dei medesimi impiegati. Parlo di suddivisione delle spese correnti dell’anno, non dei debiti pregressi. Nulla di tutto ciò è stato attuato dalla precedente presidenza».

Ha accennato al ristorante, quale sarà il futuro?
«Spero radioso. Un nome come Davide Palluda è un lasciapassare internazionale. L’attività futura sarà di ulteriore crescita per aggiungere una stella ancora, già oggi a nostro avviso largamente meritata».

Cosa vuole rispondere ai produttori che hanno strenuamente difeso Luciano Bertello e che ora minacciano di fondare una nuova Enoteca?
«Alcuni produttori, 7 o 8, non di più hanno propugnato la convinzione della conferma della presidenza, minacciando di uscire dall’Enoteca in caso contrario. Io dico che non devono uscire, perché per creare una nuova Enoteca, a quel punto privata, servono tanti soldi. Conviene restare, per dare unità e forza con tutti gli altri produttori del Roero. È certo che occorre rispettare un principio semplice: non si può promozionare con i soldi di tutti, dei contribuenti del Roero, anche i meno abbienti, a favore di 7 o 8 ditte ma promozionare, con i soldi di tutti, ciascuno dei 200 produttori imbottigliatori del Roero.»

Dopo questi mesi di forte spaccatura pensa che il nuovo amministratore unico possa riunire le varie anime del Roero?
«C’è la volontà di andare avanti, risanare, reinventare, risolvere. Con l’aiuto degli impiegati, in armonia con il ristorante e i produttori (tutti i produttori), aiutati dall’Ente turismo e altri enti di riferimento, i sindaci, capitanati dal sottoscritto e con il grande aiuto del sindaco di Canale che ha condotto le trattative delle ultime settimane in modo egregio possiamo farcela. Auguro al neo amministratore Pier Paolo Guelfo pieno successo, con la promessa di una collaborazione leale e auspico che si possa superare il passato. Si poteva evitare? È colpa di chi? Perché? Non importa, voltiamo pagina».

Marcello Pasquero