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Cresce l’allarme per la cimice asiatica

AGRICOLTURA I francesi la chiamano punaise diabolique (cimice diabolica). È la cimice asiatica (Halyomorpha halys), che da maggio è tornata a invadere le campagne. Nelle scorse settimane i ricercatori di Agrion in collaborazione con i tecnici delle organizzazioni agricole hanno rilevato i primi danni sulle ciliegie. Ora è sulle albicocche e si sta spostando sui pescheti. Si nutre di più di 100 specie di piante da frutto.

Spiegano i tecnici di Agrion: «A luglio le troveremo sulle nocciole, ad agosto passerà sulle mele gala e sui campi di mais per poi attaccare peperoni, fagioli e altre specie. A settembre si sposterà presumibilmente sui grappoli di uva. I frutti, punti durante l’ingrossamento, si deformano e cadono. L’anno scorso nei campi colpiti abbiamo registrato perdite fino al 30 per cento».

L’Halyomorpha è stata rinvenuta per la prima volta nel 2013 dai ricercatori di Agrion tra Cuneo e Fossano. I tecnici stanno monitorando la situazione nei laboratori di Manta, Boves e Cravanzana, dove gli insetti sono allevati in box per studiarne la biologia.

In che modo si può fronteggiare il problema? «Gli insetticidi, oltre a compromettere gli equilibri ambientali, sono di scarsa efficacia. Inoltre, la cimice si sposta da una coltura all’altra, per cui è in grado di reinfestare un campo anche trattato da poco», rispondono i tecnici di Agrion. Le reti anti-insetto che circondano i frutteti appaiono come lo strumento più efficace. Bisogna però metterle in posa nei prossimi giorni, prima che le uova vengano deposte all’interno. Questa difesa è realizzabile per i frutteti e gli ortaggi in coltura protetta. Restano fuori i cereali e il nocciolo.

Il gruppo di lavoro costituito da Agrion, Università di Torino, Servizio fitosanitario della Regione e da altri centri di ricerca, sta cercando di valutare l’efficacia di limitatori naturali autoctoni. Sono state individuate già alcune specie di insetti presenti sul territorio, ma l’efficacia è apparsa modesta.

Ma per il 2016 il gruppo di ricerca non ha le risorse finanziarie per affrontare l’emergenza perché i bandi di Regione e Unione europea saranno operativi solo dal prossimo anno. Agrion si è quindi rivolta alle fondazioni bancarie e alla Camera di commercio di Cuneo, con un progetto di ricerca applicata, monitoraggio e difesa per arginare l’attacco di quest’anno e porre le basi per una soluzione efficace a questa emergenza.