Bra: è morta la staffetta partigiana Malvina della Rocca

BRA È mancata Malvina Garrone della Rocca, staffetta partigiana durante la Resistenza e cittadina onoraria di Bra dal 2012. “Malvina è stata una figura di riferimento, per la nostra città e per il nostro territorio, per testimoniare con lucidità e determinazione i valori che dalla guerra di Resistenza sono divenuti fondanti per la nostra nazione. Con lei, vedova del generale Icilio, comandante della Dodicesima divisione partigiana “Bra”, viene a mancare una figura che ha saputo svolgere il ruolo di ponte tra le generazioni, per raccontare e coinvolgere vicende drammatiche che hanno segnato la sua vita ma che, mediate dalla sua cultura e dalla sua comunicatività, riuscivano ad appassionare e coinvolgere tutti i suoi interlocutori” – ricorda il sindaco di Bra, Bruna Sibille, che aggiunge: “Fu anche grazie a Malvina se noi oggi sappiamo che le donne partigiane non furono elementi di secondo piano, rischiando la loro vita convinte che era nella libertà che meritava di essere vissuta”.

Formatasi al liceo classico “Govone” di Alba, dove Malvina Garrone fu compagna di scuola dello scrittore Beppe Fenoglio e nel quale insegnavano Leonardo Cocito e Pietro Chiodi, figure di riferimento del movimento anti fascista. Da studentessa di lettere all’università di Torino non si sottrasse nello svolgere la funzione di staffetta, percorrendo in lungo e in largo in bicicletta i territori di Langhe e Roero per portare i messaggi da un comando partigiano all’altro, anche nascondendoli tra le sue lunghe trecce bionde. Protagonista di numerosi episodi, alcuni dei quali descritti dal marito nel libro “Ricordi di un partigiano”, fatto ristampare recentemente dall’amministrazione comunale braidese, divenne compagna e moglie del generale Icilio Ronchi della Rocca. Con lui condivise i mesi della lotta partigiana e della guerra di Resistenza, oltre ad un dopoguerra nel quale non mancò mai di portare il suo contributo a iniziative, manifestazioni e attività, soprattutto rivolte ai più giovani, per testimoniare e trasmettere quanto le drammatiche vicende della sua giovinezza le avevano insegnato.

Nel suo intervento durante la consegna della cittadinanza onoraria a Bra, Malvina Rochi affermò: “La Resistenza fu “un’impresa” che richiedeva di credere in “qualche cosa”: i partigiani avevano ideali che li portarono a non partecipare alla repubblica di Salò. Oggi non c’è più l’oppressione di nazisti e fascisti, i nuovi nemici sono la corruzione, il cinismo, il non credere in nulla, la sete di denaro a tutti i costi: quella sfilata di immagini di caduti partigiani, belli, forti e sani, deve far riflettere i giovani di oggi su quanto siano essenziali la fede nell’amor patrio, lo spirito di sacrificio, la fraterna solidarietà fra i popoli”.

La camera ardente aprirà al piano terreno di palazzo civico, in Sala della Resistenza, sabato 2 luglio a partire dalle ore 11 e rimarrà aperta sino alle ore 18, per riaprire domenica 3 sempre dalle 11 alle 18. Il funerale sarà celebrato lunedì 4 alle 10 nella chiesa di Sant’Andrea in piazza Caduti per la libertà.