Su questo sito utilizziamo cookie tecnici.

Una Gemma che brilla da 30 anni a Roddino

Gemma Boeri (al centro) con i due figli e le nipotine

RODDINO “Oggi chiuso”, recita il cartello davanti alla porta di entrata. Mercoledì 22 giugno l’osteria “Da Gemma” apre solo per gli amici, quelli che da trenta anni si danno appuntamento per mangiare “Da Gemma, a Roddino”. Come il Colosseo a Roma o la torre a Pisa, non è possibile scindere Gemma e Roddino, “la casalinga che ha deciso di cucinare per gli altri” come ama autodefinirsi e il suo paese.

Una storia così bella che poteva anche non essere, perché Gemma, dopo il matrimonio, si era trasferita con il marito a Torino con l’idea di stabilirsi nel capoluogo sabaudo. Passano gli anni, dodici, Gemma diventa mamma di due bambini. Al primogenito viene diagnosticata una forma di asma legata allo smog cittadino: «Il medico ci consigliò vivamente di lasciare Torino e cercare un luogo incontaminato, lontano dalla città, quel luogo non poteva essere altro che Roddino, la mia casa».

E’il 1986 Gemma e la sua famiglia tornano al paese proprio nel periodo in cui il circolo sociale roddinese era rimasto senza gestore. Gemma mette a frutto le conoscenze acquisite alla scuola della madre, cuoca (dicono) inarrivabile. Gli inizi non sono incoraggianti: «Il primo giorno a mangiare c’erano 7 persone. “Un fallimento”, pensai: “Ecco Gemma, hai finito ancora prima di cominciare”, poi le persone diventarono 10 e poi 15 e via via sempre di più, dopo 19 anni passati a cucinare in un garage senza finestre, i soci del circolo erano più di 1.250».

Gemma Boeri con le nipotine

Ormai la fama di Gemma e dei suoi tajarin varca i confini roddinesi e, spesso anche quelli italiani. I tempi sono maturi per trasferirsi e aprire una vera e propria osteria “Da Gemma”, dove oggi mangiano oltre ottocento clienti dal mercoledì alla domenica e la lista di attesa, in alcuni periodi, supera i tre mesi. Il menu è sempre lo stesso: i salumi, il vitello tonnato, la carne cruda e l’insalata russa come antipasti. Cibi che chi vive in Piemonte può gustare ogni giorno a casa, eppure “Da Gemma sono più buoni” perché hanno il gusto che avevano quando a cucinare era la nonna.

A dirlo sono i clienti abituali, gli avventori, ma anche grandi chef del territorio, su tutti il maestro Enrico Crippa che più volte ha dichiarato: «Quando voglio mangiare dei tajarin, io vado da Gemma».

«Ho ottenuto quello che 30 anni fa potevo solamente sognare: la mia soddisfazione più grande è che i clienti mi dicano che sono stati bene». E’ un via vai continuo, Gemma, con il grembiule pure nel giorno del compleanno si schernisce con la proverbiale umiltà e ha una parola e un sorriso per tutti. Ne ha passate tante, ha persino lottato contro un mostro e ha vinto con la tenacia delle grandi donne di Langa. «Gemma, almeno altri trenta anni di cucina» le auguriamo. «Trenta non lo so, ma almeno dieci sì, ho ancora tanta voglia di veder sorridere i miei clienti».

Marcello Pasquero