Coldiretti: la Regione aiuti gli allevatori!

PASTORIZIA “Contro la crisi si spera nel Psr” era il titolo di un servizio di Gazzetta d’Alba del 22 marzo dedicato alle difficoltà del settore ovino in alta Langa. Gli allevatori della pecora di razza autoctona delle Langhe confidavano nel nuovo Piano di sviluppo rurale per vedere incrementato da 30 a 60 euro a capo il contributo per chi alleva animali di specie in via di estinzione. Tra queste, dal 2001 c’è anche la pecora delle Langhe, razza che negli anni ’50 contava su oltre 40mila capi, ora ridotti a poco più di 2mila.

L’incremento dei contributi poteva essere utile per sostenere un settore in crisi, ma di grande importanza in un territorio poco adatto a ospitare vigne o noccioleti. Sono però sorti alcuni intoppi. In pratica, dall’aumento sono tagliati fuori gli allevatori che hanno in corso l’adesione ai bandi del vecchio Psr, i quali continueranno a ricevere 30 euro a capo.

Sulla vicenda è intervenuta la Coldiretti di Cuneo, sollecitando l’attenzione della Regione affinché gli impegni assunti dagli allevatori nel Psr 2007-2013 vengano trasferiti sul Psr 2014-2020. «Tale trasferimento implicherebbe per gli allevatori che hanno già in corso l’impegno un raddoppio del premio», osserva la Coldiretti in una nota diffusa la scorsa settimana. Per questo motivo Coldiretti Piemonte ha chiesto all’assessore regionale all’agricoltura Giorgio Ferrero di intervenire urgentemente per dare continuità tra la vecchia e la nuova programmazione del Piano di sviluppo rurale.

«La difesa delle razze autoctone è indispensabile per evitare ripercussioni sul territorio, soprattutto in montagna, in collina e nelle aree svantaggiate, dove c’è il rischio  dell’abbandono. Nella nostra provincia è importante l’allevamento ovicaprino, con una produzione lattiero-casearia che costituisce un patrimonio che va difeso e valorizzato», commenta il direttore di Coldiretti Cuneo Enzo Pagliano.

Le razze autoctone in via di estinzione della provincia di Cuneo controllate dall’Associazione allevatori sono: per gli ovini,  pecora delle Langhe,  frabosana, sambucana, garessina,  tacola, savoiarda e  texel; per i caprini, vallesana, Roccaverano, verzaschese e valdostana. Nell’astigiano, pecora delle Langhe e capra di Roccaverano.

«Da tempo chiediamo risposte per sostenere il lavoro dei nostri allevatori, senza dimenticare che le aziende che lavorano nelle aree svantaggiate svolgono anche un imprescindibile ruolo di salvaguardia dai fenomeni di dissesto idrogeologico», continua Pagliano.

Commenta il presidente dell’Associazione degli allevatori ovini di razza delle Langhe Giovanni Vacchiero: «Sarebbe un sostegno importante. Se si vuole salvaguardare il settore e il territorio si deve dare una mano a chi alleva in queste zone».

Aggiunge Claudio Adami, di Paroldo, uno dei principali allevatori dell’alta Langa: «Siamo stati i primi a segnalare il problema in Regione e ora lo stanno affrontando. Il contributo è utile per aumentare il numero di capi allevati». Ma ora, aggiunge Adami, ci sono anche altre difficoltà: «Nei giorni scorsi i lupi hanno ucciso dieci pecore in una notte, a 200 metri da casa. La situazione è drammatica. Tutti si preoccupano di salvaguardare il lupo, ma nessuno si preoccupa delle pecore e di chi le alleva».

Corrado Olocco