A La Morra e Monforte una passeggiata nel ricordo dei Catari

LA MORRA Domenica 26 giugno, su iniziativa di Michele Chiesa, in collaborazione con il Club per l’Unesco di La Morra e l’Associazione vivi La Morra, si è svolta la prima camminata da Monforte alle rocche patarine di Santa Maria di La Morra ricordando la consuetudine dei Catari che periodicamente si trasferivano in quella zona per praticare ritiri spirituali e meditazioni.

Una tradizione mutuata dal lontano 1028, data del processo intentato dall’arcivescovo di Milano Ariberto d’Intimiano condannò i Catari al rogo, il sentiero – di circa 12 km in parte ancora usufruibile – è stato nuovamente solcato.

Si tratta di un avvenimento storico importante, dato che il movimento eretico di Monforte fu la prima grande eresia ad essere perseguitata. Circa 300 persone perirono in quell’occasione dopo aver rifiutato l’abiura. A Milano esiste tuttora il corso Monforte a ricordare il processo e la terribile condanna.

La camminata è iniziata con la voce del compianto attore Romano Anselma, voce narrante dello spettacolo teatrale “Sulla via” dedicato al fatto storico. Il lavoro teatrale era andato in scena nel 2001 proprio nell’Auditorium Horszowski di Monforte riscuotendo grande successo. L’escursione si è avvicinata ai resti della romanica chiesa di San Pietro, sull’omonima collina, per poi proseguire nel bosco di San Giovanni che deriva il suo nome dalla chiesa più antica di Monforte.

Chiesa di San Pietro a Monforte

A metà della camminata, la comitiva ha sostato nella cascina “Ballarin” in frazione Annunziata di La Morra. Qui, grazie all’ospitalità della famiglia Viberti, il Club per l’Unesco ha preparato un pranzo rigorosamente cataro con verdura, formaggi e frutta, nobilitato dai vini dell’azienda.

Nel pomeriggio i partecipanti hanno attraversato la borgata Paciarin, toponimo che con quello delle Rocche Patarine rimanda agli eretici.

«C’è da augurarsi, dato l’interesse suscitato in questa occasione, che la passeggiata possa ripetersi in avvenire, sperando nell’intervento privato di recupero che garantisca l’accesso ai resti delle chiese di San Pietro e di San Giovanni e favorisca l’ingresso stesso alle rocche», commentano gli organizzatori.