Da Montà un provvedimento a tutela delle aree tartufigene

Cerca del tartufo: trifolao e tabui sulle colline, all'alba

MONTà Arriva da Montà una prima concreta risposta alle preoccupazioni dei trifolao per la progressiva riduzione della zone a vocazione tartufigena. Spiega il sindaco Beppe Costa: «Da tempo volevamo individuare strumenti concreti di contrasto a questo problema, d’intesa con l’associazione dei trifolao montatesi. Da qui l’ordinanza per cui, d’ora in poi chi intenda abbattere alberi o modificare lo stato dei luoghi nei propri terreni ricadenti in aree individuate come tartufigene dall’atlante cartografico elaborato dalla Regione e dall’Ipla, dovrà far domanda per essere autorizzato, dopo il sopralluogo di esperti nominati dalla commissione agricola comunale. Sarà anche vietato realizzare recinzioni all’interno di aree tartufigene per preservare la cerca tradizionale».

Il provvedimento è motivato dal fatto che il tartufo è elemento caratterizzante non solo per l’economia montatese ma rappresenta parte integrante del patrimonio culturale non solo materiale della comunità e quindi rientra tra i beni da salvaguardare anche in funzione delle generazioni future. Costa tiene a precisare che «si tratta di una delle azioni che come Ecomuseo stiamo portando avanti per la tutela di un bene prezioso come quello delle rocche del Roero e della sua biodiversità, per la quale stiamo considerando un progetto specifico con l’Arpa. Quanto al tartufo le prescrizioni previste dall’ordinanza sono state condivise ed apprezzate sia dai cercatori montatesi ma anche dai presidenti dell’associazione trifolao di Alba, Stelvio Casetta, e dei trifolao piemontesi, Mario Aprile. Anche alcuni colleghi sindaci, a partire da Carla Bonino di Vezza, si sono mostrati interessati e disponibili a prevedere analogo provvedimento anche per i loro comuni».

Giorgio Babbiotti