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A Canale si prospetta la trasformazione del reparto lungodegenza

CANALE Il direttore Asl Bono spiega il futuro riassetto del reparto
A placare le voci che si rincorrevano sulla possibile chiusura del reparto di lungodegenza dell’Asl Cn 2, una delegazione di sindaci del Roero, tra cui il primo cittadino di Canale Enrico Faccenda, il presidente dell’Associazione sindaci Marco Perosino e Silvio Beoletto, ex sindaco canalese, medico e tra i promotori del reparto, ha incontrato, lunedì 25 luglio, il direttore generale dell’Asl Danilo Bono.

Alberto Cirio, invitato ma impossibilitato a partecipare perché si trovava all’estero, non ha mancato di comunicare a Bono il suo parere circa l’inopportunità di un’eventuale chiusura.

«Tutto deriva da una delibera regionale che tende a razionalizzare le lungodegenze entro fine anno», ha spiegato Perosino. « Il direttore ci ha assicurato che il servizio non cambierà e si è detto disposto ad aggiornarci sulle novità, a settembre, durante la riunione dei sindaci».

Intervistato al telefono, Bono ha tenuto a precisare che «le lungodegenze in Piemonte hanno posti eccessivi rispetto alle domande. Pertanto alcune strutture sono state chiuse e non sono più operative. Per Canale avremo 12 letti Cavs, ossia di continuità assistenziale a valenza sanitaria, che saranno sempre a carico del sistema sanitario, senza costi per l’utente, e sei letti di prossimità, non ancora presenti, per usufruire dei quali il malato dovrà compartecipare alla spesa. Parallelamente a ciò cercheremo di rendere più fruibile la struttura ambulatoriale sia per le vaccinazioni sia per le visite, al fine di potenziare il servizio».
A confermare le assicurazioni del direttore generale dell’Asl, anche Silvio Beoletto: «La situazione resterà tale e quale, ossia con 18 posti letto di lungodegenza finché arriveranno i contributi dalla Regione, poi si passerà all’assetto prospettato da Bono».

Elena Chiavero