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Esuberi alla Miroglio di Govone? Smentite dai sindacati e dall’azienda

GOVONE La dirigenza della Miroglio Textile di Govone con in prima fila l’amministratore delegato di Miroglio Spa Andrea Ferrero e il direttore del personale Mauro Pelassa, ha incontrato oggi, lunedì 26 settembre i rappresentanti di Cgil (Maria Grazia Lusetti), Cisl (Angelo Vero) e Uil (Mauro Icardi).

Era attesa una risposta sul futuro dei 250 lavoratori della “Miroglio Textile” di Govone, da tempo al centro di una riorganizzazione del personale.

Gazzetta nelle settimane scorse ha ascoltato le voci di alcuni dipendenti dell’azienda preoccupati, dopo aver incontrato due rappresentati dall’agenzia di Outplacement “Intoo” che si propone di trovare un’occupazione per alcuni di loro al di fuori del gruppo Miroglio. Secondo gli stessi dipendenti sarebbero 90 gli esuberi a Govone

Un numero non confermato da azienda e sindacati.

I tre rappresentanti sindacali minimizzano e invitano i dipendenti a non speculare sul numero di esuberi: «L’Azienda ci ha confermato quanto detto a luglio di voler continuare a investire per cercare di uscire dalla crisi che ha travolto il settore tessile. A Govone si continuerà con i contratti di solidarietà fino alla scadenza naturale (10 gennaio 2017 nda). La dirigenza ha smentito categoricamente che possano esserci degli esuberi nello stabilimento di Castagnole delle Lanze. Per quanto riguarda Govone il numero degli esuberi è sicuramente di molto inferiore a 90. Come sindacati abbiamo chiesto incontri periodici con l’azienda, una richiesta accolta dalla stessa».

Gazzetta dal canto suo ha chiesto alla Miroglio Textile indicazioni precise con la domanda: : “Ci saranno e quanti saranno a fine 2016 gli esuberi a Govone?”. L’azienda si è trincerata dietro il più classico dei “No comment”.

Il nostro settimanale continuerà a seguire gli sviluppi della situazione, con la speranza che le nubi nere che da anni si addensano sul settore tessile, possano diradarsi e che i dipendenti Miroglio possano finalmente trovare un po’ di serenità lavorativa.

Marcello Pasquero