Torasso al Prefetto: «Dovevo essere avvertito dell’arrivo dei migranti»

SOMMARIVA PERNO Nei giorni scorsi una struttura agrituristica privata di Sommariva Perno (della quale non si conosce né il nome, né la collocazione) ha ospitato 7 richiedenti asilo. Sebbene dare la disponibilità all’accoglienza, anche da parte di privati, sia un atto lecito, il sindaco Simone Torasso ha minimamente gradito il modo di operare e ha inviato un’aspra lettera al Prefetto di Cuneo, Giovanni Russo e, per conoscenza, al Presidente del consiglio Matteo Renzi e al Ministro dell’interno Angelino Alfano.

«Ho saputo della presenza dei profughi in modo occasionale: sono infatti stati i sommarivesi a riferirmi di averli visti in paese», afferma il sindaco, che prosegue:«Con questo scritto ricordo al Prefetto che il rispetto istituzionale è ancora una volta stato violato».

Nella lettera Torasso riprende infatti l’articolo 114 della Costituzione italiana che recita “I comuni, le province, le città metropolitane e le regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione”.

«Conosco i miei doveri – prosegue il primo cittadino sommarivese – e ho giurato di osservare la Costituzione, ma l’articolo che ho citato è stato ignorato dallo Stato centrale e dovrò dunque essere io a giustificare alla cittadinanza e al consiglio comunale questa mancata comunicazione che, ribadisco, ci sarebbe dovuta essere per una questione di rispetto». Eppure il sindaco conclude la lettera con un “la saluto con una cordiale stretta di mano”. Alla richiesta del perché di quel saluto, che pare un’incongruenza rispetto alla parte precedente della lettera, Torasso incalza:«La formula usata è di pura cordialità e ininfluente rispetto al senso della comunicazione, ovvero la noncuranza dei problemi».

Francesca Gerbi