Baruffa tra consiglieri sugli impianti sportivi: regolamento rinviato

 

IN COMMISSIONE Quattromila giovani coinvolti – cioè un settimo degli albesi –, 26 impianti sportivi, 67 società che li gestiscono, 34 discipline (dalla danza al combattimento). Sono i numeri che descrivono lo sport in città, oggetto di baruffa in Commissione tra i consiglieri di maggioranza e opposizione. In discussione è il nuovo regolamento per gli impianti sportivi: documento per stabilire regole, limiti, diritti e doveri di gestione. L’ultima versione, obsoleta, risaliva agli anni ’90. Ma la discussione si complica, tanto da spingere il delegato allo sport Claudio Tibaldi a rinviare la discussione consiliare, in origine prevista per martedì 27 settembre.

«Necessitiamo un nuovo regolamento», ha spiegato l’amministratore del Partito democratico, che ha coordinato la redazione delle linee guida. «E abbiamo attribuito importanza alla questione, di solito delegata agli uffici comunali, portandola in Commissione e, poi, in Consiglio».

Il documento chiarisce linee gestionali che il precedente regolamento ometteva o trattava in maniera generica. Ad esempio, sono previste norme di carattere generale, come il divieto a effettuare discriminazioni di etnia, religione o cultura nella concessione degli impianti. «Verrà inoltre favorita la partecipazione, in modo che tutti possano collaborare con proposte, suggerimenti o reclami alla gestione delle strutture. La concessione potrà essere periodica, stagionale o saltuaria. Le tariffe verranno stabilite dal Comune e le entrate spetteranno all’affidatario. Inoltre, il gestore dovrà presentare annualmente un rendiconto dell’attività economica».

E ancora: la concessione non potrà superare i sei anni, si dovrà disporre di un’attrezzatura compatibile, rispettare specifiche limitazioni di accesso al pubblico e divieti legati al fumo e all’ingresso di animali nelle aree.

«Un altro nodo importante», ha spiegato infine Tibaldi, è legato alle pulizie delle palestre scolastiche: dobbiamo inserire regole su come si effettuano le pulizie, in modo da evitare sovrapposizioni, dispendio di risorse e costi eccessivamente elevati».

Insomma, un documento all’apparenza necessario e innocuo, in verità capace di scatenare la contrapposizione dei consiglieri di minoranza.

Domenico Boeri (Per Alba) si è accalorato: «Il consigliere Tibaldi dovrebbe vergognarsi. Qualsiasi regolamento dev’essere vagliato dal Consiglio. Dire altro è scorretto, indice di un atteggiamento errato, alquanto spocchioso». E Carlo Bo (Fi) ha aggiunto: «Non ci è stato dato il tempo  di consultare il regolamento, che è stato presentato in Commissione una settimana prima del Consiglio. Inoltre, alcuni articoli contengono elementi  di discrezionalità, nel senso che il Comune mantiene una posizione esclusiva».
Tibaldi ha commentato: «Il documento verrà durante la prossima assemblea. In questo modo andremo incontro alle richieste dell’opposizione, che si ostina sulle questioni formali e di procedura».

Matteo Viberti