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Cocoon da 15 anni è il miglior modo di invecchiare

I soci di Cocoon durante una cena, uno dei tanti momenti aggregativi, con conferenze e gite culturali, offerte dal progetto.

ROERO Ventiseimila persone hanno preso parte a circa 600 incontri
Il progetto Cocoon, il miglior modo di invecchiare, festeggia i 15 anni di attività, giovedì 20 ottobre, dalle 10, con un convegno e un pranzo al ristorante La cascata di Verduno.

Si calcola che, nel nucleo attivo dal 2002, che comprende i gruppi di Santa Vittoria-Cinzano, Pocapaglia- Macellai e Sommariva Perno, almeno 26mila persone abbiano partecipato ai quattro incontri culturali mensili, che riempiono il calendario degli anziani per dieci mesi all’anno

Oggi al progetto, in capo ai Servizi sociali attivati dal distretto di Bra dell’Asl Cn2, aderiscono circa 200 persone, iscritte, oltre che ai tre gruppi originari, anche a quelli di Cherasco e Verduno, nati in seguito. A fare il punto sulle attività saranno Anna Abburrà, direttrice dei Servizi sociali, Elisa Bono, responsabile dell’area territoriale, e Loredana Balla, referente per l’area anziani.

Alle 10.45, il direttore del distretto braidese Elio Laudani esporrà una relazione dal titolo “Anziani e Asl Cn2, cosa succede nell’invecchiamento?”, mentre lo psicologo e direttore infermieristico della casa di riposo Ospedale di Cherasco, Roberto Astegiano, svilupperà il tema “Vivere la mente”.

Poi tutti a tavola per il pranzo sociale Cocoon, con prenotazione al numero telefonico 0172-47.01.26.

Il progetto unisce persone dai 40 ai 90 anni

Anziani, ma non solo, perché l’età degli iscritti va dai 40 ai 90 anni.
In prevalenza donne, ma non solo, perché alle gite culturali e ai pranzi partecipano anche mariti e familiari. La realtà sociale di Cocoon è varia e interessante, come gli incontri che propone. Ne fa un quadro preciso Patrizia Parlato, di recente pensionata dell’Asl Cn2, che per anni ha seguito le attività dei diversi gruppi, offrendo assistenza nel trovare relatori e temi da sviluppare: «Prima dell’avvio di Cocoon, le donne vivevano abbastanza isolate.
Non c’era occasione di trovarsi con amiche a prendere un caffè, confrontandosi su temi culturali. Questo servizio ha aiutato le persone a superare gli ostacoli dell’isolamento. Durante e dopo le conferenze si sono sviluppati contatti e amicizie o rinsaldate relazioni. E sono nate vere solidarietà sociali. Ogni paese ha modalità diverse di partecipazione, ma abbiamo notato che alcuni gruppetti, nati con Cocoon, si incontrano non solo in occasione delle conferenze».

p.s.