Il comandante Di Ciancia: «Ogni incidente porta danni per un milione di euro»

INCHIESTA / 2. Parliamo con Antonio Di Ciancia, comandante  dei Vigili albesi.

Sicurezza stradale: qual è la situazione in città, Di Ciancia?

«Da inizio anno a oggi abbiamo rilevato 114 incidenti, 55 dei quali con feriti, per 72 persone necessitanti
di cure e 59 veicoli coinvolti. Nel 2015 ci sono invece stati 163 incidenti, con 83 feriti. Nel 2014 abbiamo contato 136 sinistri. La dinamica risulta quindi in incremento».

Nell’ultimo anno,  in pratica, avete registrato un incidente ogni due giorni.
«Sì. E abbiamo calcolato che in media ogni incidente provoca danni sociali (tra feriti, danni economici e alle strade, risarcimenti, spese per l’elisoccorso, eccetera) pari a un milione di euro. Quindi, è come se gli incidenti in città da inizio anno abbiano procurato danni per circa 114 milioni».

Perché la situazione continua a essere così difficile?

«Alba ha 31mila abitanti, di cui 22mila con patente. Contiamo altrettante autovetture, più 3 o 4mila moto immatricolate. Parecchie abitazioni non hanno garage, perciò i proprietari lasciano in strada le autovetture. Questo implica maggiori pericoli: ciclisti e pedoni risultano più difficili da vedere e le autovetture hanno maggiori probabilità di collidere. In città sembra di essere sempre in ora di punta, il traffico è elevato e caotico».

Non va dimenticato il tema tema delle infrastrutture mancanti in città. Non è così?

«La promiscuità di autoveicoli ad Alba è una delle cause principali dell’assenza di sicurezza: carri agricoli, camion, moto, biciclette e autovetture si ritrovano a pochi centimetri gli uni dagli altri, ogni giorno e a qualsiasi ora. Il miglioramento infrastrutturale è fondamentale. Credo che almeno il 50 per cento della sicurezza dipenda dalle condizioni della strada. Le autostrade sono più veloci delle strade urbane ed extraurbane, ma più sicure, perché tenute meglio e con maggiori spazi. Nella gestione della sicurezza possiamo imparare dall’estero, dai Paesi nordeuropei ad esempio».

Quanto conta il comportamento alla guida nella prevenzione degli incidenti?

«Moltissimo. Un pedone non deve abbassare la guardia, non può permettersi di non guardare a destra e sinistra solo perché è sulle strisce. Un ciclista non deve usare il cellulare. E così via. A livello cittadino, anche un potenziamento del trasporto pubblico potrebbe aiutare nei percorsi di prevenzione e di progressiva messa in sicurezza delle strade».

m.v.