Nebbiolo: si prospetta un’annata eccellente

VENDEMMIA Quella del 2016 è stata una vendemmia lunga, non ancora ultimata. Ci vorrà forse ancora una decina di giorni. Ma è stata anche una vendemmia tranquilla, senza l’assillo di staccare le uve e portarle in cantina. Il clima degli ultimi 30-40 giorni è stato rassicurante e così anche i più “affannati” hanno accantonato i timori e hanno atteso la migliore maturazione dei grappoli. Tutti i vitigni hanno dato risultati eccellenti, senza gli alti e bassi di altre annate. Perciò potremmo cominciare a parlare di vendemmia straordinaria.

Da tempo Langa e Roero pongono nel Nebbiolo molte aspettative e quest’anno l’attesa è stata premiata. Globalmente, si possono ripetere molte delle considerazioni sviluppate per gli altri vitigni: perfetta sanità dei grappoli, grande ricchezza compositiva, ottime prospettive per i vini. Per un’analisi più completa abbiamo provato a sondare alcuni produttori nelle quattro zone dove il Nebbiolo ha le prestazioni migliori.

Roero. Angelo Negro, di Monteu, è categorico: «Nonostante le scarse piogge degli ultimi tempi, le prospettive sono esaltanti: eccellente sanità dei grappoli, tenori zuccherini ottimi ma non esagerati, bilanciati da un’acidità molto buona. Anche il quadro aromatico si prospetta impeccabile, grazie all’ultimo periodo con forti escursioni termiche tra giorno e notte. La buccia spessa e integra garantirà la produzione di vini armonici e con colori molto ricchi».

Nebbiolo d’Alba. I produttori sono soddisfatti. Lo conferma Giuseppino Anfossi dell’azienda agricola Ghiomo di Guarene: «Si prospetta un’annata incredibile, paragonabile al 1999. Nelle vigne l’elemento caratterizzante è il grande equilibrio conseguito sulla pianta, con i grappoli giusti nel numero e nella dimensione e la struttura fogliare compatta e viva. Di riflesso, vengono i risultati di cantina, dove la vinificazione si sta rivelando facile da gestire, prima di tutto il controllo delle temperature, che non ci costringe ai salti mortali di qualche vendemmia fa. Anche la quantità sembra adeguata: i timori di eccessi si stanno rivelando meno consistenti, complice un andamento climatico che ha leggermente disidratato i grappoli, a vantaggio della struttura».

Barbaresco e Barolo al top. Anche per i due grandi vini Docg della destra Tanaro la musica non cambia e i produttori sono unanimi nelle valutazioni. Per il Barbaresco riportiamo il giudizio di Gianni Testa, direttore tecnico della Produttori del Barbaresco: «Ci sembra di sognare: tutte le partite di uva che arrivano in cantina possiedono i caratteri dell’eccezionalità, a cominciare dal rapporto tra zuccheri e acidi, a conferma di una straordinaria maturazione: tutto ciò che ci vuole per fare vini grandi e di lunga resistenza al tempo. Volendo immaginare come potrebbe essere il Barbaresco 2016 possiamo dire che sarà certamente potente e fragrante insieme, con un’ampia ricchezza olfattiva e una grande struttura sapida. Ed è stata anche un’annata “pulita”, con trattamenti antiparassitari contenuti e cadenzati nel tempo».

Per il Barolo abbiamo sentito un vitivinicoltore di provata esperienza, Luciano Sandrone di Barolo. Anche il suo giudizio è lusinghiero: «Siamo di fronte a una bellissima annata, con un clima che, soprattutto negli ultimi 30-40 giorni, ha compiuto il miracolo. Anche dove era caduta la grandine, il clima secco ha favorito la cicatrizzazione delle ferite. Al massimo, c’è da lavorare un po’ di più per ripulire al meglio i grappoli, ma poi tutto fila liscio. Avremo una produzione un po’ più contenuta, ma ciò che manca in quantità lo avremo in qualità. Credo che sentiremo molto parlare del Barolo 2016 come di tutti i vini di questa vendemmia. Per noi che lavoriamo tutto l’anno tra vigna e cantina è una soddisfazione difficile da descrivere».

Giancarlo Montaldo