Su questo sito utilizziamo cookie tecnici.

Riparte la stagione cinematografica del Nucleo in sala Ordet

ALBA Mercoledì 5 e giovedì 6 ottobre, puntuale come ogni anno, tornerà il circolo del cinema Il nucleo, giunto all’edizione numero 37: diciassette film tra i più interessanti della stagione scorsa, molti dei quali in prima albese, al costo di 30 euro a tessera. Si comincerà – come sempre
in sala Ordet, alle 20.45, con il vincitore del Festival di Berlino, Fuocoammare di Gianfranco Rosi, riflessione sul rapporto fra gli abitanti di Lampedusa e la tragedia degli sbarchi di immigrati dall’Africa: un film potente, sofferto, pieno di dubbi e paure. A seguire, il 12 e 13 ottobre, il melodramma irlandese-americano Brooklyn, storia dell’emancipazione sociale e sentimentale di una ragazza emigrata a New York negli anni ’50;
il 19 e 20 Il figlio di Saul di László Nemes, vincitore dell’Oscar per il migliore film straniero, scioccante capolavoro che chiude definitivamente
i conti fra cinema e Olocausto.
La giovinezza con le sue gioie, le sue frenesie, il suo linguaggio, sarà la protagonista di quattro film in successione: il francese, malinconico,
I miei giorni più belli di Arnaud Desplechin (26-27 ottobre); l’americano (in stile Animal house) Tutti vogliono qualcosa di Richard Linklater (2-3 novembre); la commedia classica – adattata ai tempi dei social network – Mistress America di Noah Baumbach (9-10 novembre); e infine l’italiano, bellissimo, vitale, Fiore di Claudio Giovannesi (16-17 novembre), tra le sorprese dell’ultimo Festival di Cannes. La tragedia dei Balcani sarà protagonista il 23 e 24 novembre con Sole alto, storia d’amore in tre decenni e tre momenti storici tra Croazia e Bosnia.

Il 30 novembre e il 1° dicembre si torna invece agli anni ’70 e all’utopia della vita in comunità con La comune di Thomas Vinterberg, mentre il 7 e 8 dicembre unodei più grandi registi di oggi, il cileno Pablo Larraín – che nel frattempo ha girato altri due film – sarà protagonista con il controverso Il club. Il grande Fabrice Luchini sarà poi mattatore nella deliziosa commedia francese La corte (14-15 dicembre), mentre il 2017 si aprirà ancora con l’America latina, grazie a Il clan di Pablo Trapero (11-12 gennaio) e alla sua storia di gangster nell’Argentina del dopo-dittatura militare.
Gli Stati Uniti tornano il 18 e 19 gennaio con Segreti di famiglia, aggiornamento contemporaneo del melodramma hollywoodiano, seguito il 25 e 26 gennaio da un’altra commedia, La casa delle estati lontane, piccolo dramma familiare nell’Israele sconvolto dall’assassinio di Yitzhak Rabin del 4 novembre 1995.

A febbraio Room (1-2 febbraio), il film che ha dato l’Oscar per la migliore attrice protagonista a Brie Larson, e soprattutto The witch (8-9 febbraio), straordinario punto di incontro fra horror e cinema d’autore nell’America dei padri pellegrini. Per concludere alla grande, Un padre, una figlia di Cristian Mungiu (15-16 febbraio), dramma sottile e spietato di un padre che fa di tutto per permettere alla figlia un futuro migliore di quello offerto dalla moderna società romena.