Accorpamento Asl: “Solo illazioni” per il direttore Bono, Bolla teme l’ennesimo “Scippo”

SANITÀ E’ bastata una dichiarazione del Governatore Sergio Chiamparino a far salire il timore di molti operatori dell’Asl Cn2 per un possibile accorpamento delle Aziende sanitarie che sarebbe secondo il presidente della Regione un modo per risparmiare per Palazzo Lascaris.

Il direttore generale dell’Asl Cn2 Danilo Bono molto vicino a Chiamparino e all’assessore Antonio Saitta rassicura: «Si tratta semplicemente della cattiva interpretazione di un giornale delle parole del Governatore. L’accorpamento tra le Asl della provincia di Cuneo è qualcosa che al momento non è concreto. Prima di tutto bisogna finire l’ospedale di Verduno e avviarlo in modo da farne un’eccellenza a livello nazionale, secondopoi non avrebbe ragione un accorpamento per una Asl come la Cn2 particolarmente virtuosa».

La strada, secondo Bono è quella di una sempre più intensa collaborazione tra Aziende: «Al momento abbiamo il Laboratorio in comune con Cn1 e Cardinal Massaia, la Radioterapia con Cuneo e Asti, gli interventi ai polmoni o di ginecologia effettuati al San Lazzaro e al Santa Croce in alternanza. L’emodinamica, in attesa che apra il nuovo ospedale con Savigliano e Asti. Questa collaborazione permette a tutte le aziende di collaborare ed efficientare al massimo i servizi, con risparmi consistenti per la sanità regionale. Questo anche senza gli accorpamenti».

Bolla: “Dopo il tribunale rischiamo di perdere l’ospedale

Le voci di una possibile fusione tra l’Asl Cn 1 è quella Albese-Braidese hanno allarmato il consigliere comunale Emanuele Bolla (Fratelli d’Italia) che ha presentato un’interrogazione urgente al Sindaco Maurizio Marello per fare chiarezza sulla situazione.

Bolla spiega: «L’Amministrazione non deve sottovalutare le prospettive di accorpamenti delle Asl provinciali perché rischia di rivivere la situazione del tribunale, quando tutti ci dicevano che bisognava accorpare e fare efficienza ed alla fine ci siamo trovati scippati del tribunale.

Temo che con l’Asl possa ripetersi lo stesso copione: ci raccontano la storia dell’efficienza e dei servizi migliori, per poi magari toglierci l’Asl e crearne una enorme, che copra tutta la provincia, che conta quasi 600 mila abitanti.

Per Alba potrebbe essere una doppia beffa, se consideriamo che la città si trova da anni ad affrontare la preoccupante sfida della costruzione dell’ospedale di Verduno, su cui il ritardo è enorme, visto che la prima consegna prevista era per il 2010.  Ho presentato un’interrogazione urgente per accertare lo stato delle cose e poter valutare quali azioni intraprendere, la città deve fare fronte comune sul rischio di questo nuovo scippo, che sarebbe solo l’ultimo in ordine di tempo, ma forse tra i più gravi, se si considera che ha per oggetto l’istituzione locale che si occupa della salute delle persone».

Marcello Pasquero