Asti potrebbe scippare ad Alba pure il giudice di pace

IL TAVOLO Nuovo ospedale di Verduno, con la relazione del direttore generale Danilo Bono, ma anche autostrada Asti-Cuneo, situazione del tribunale tra passato e futuro ed elettrificazione della tratta ferroviaria Alba-Bra, definita dall’avvocato Giancarlo Bongioanni come la più grande opera del dopoguerra per le Langhe e il Roero. Il Tavolo delle autonomie si è dato appuntamento venerdì 18 novembre nella sede dell’Associazione commercianti in piazza San Paolo per fare il punto sui grandi temi. Il futuro dell’Asti-Cuneo rimane un interrogativo e ancora una volta dai commercianti albesi parte un grido per invitare il Ministero delle infrastrutture a completare l’A33, realizzando il lotto 2.6 in tempi rapidi, per colmare una lacuna infrastrutturale incomprensibile. Dal Tavolo anche la richiesta di una visita del ministro Graziano Delrio al cantiere dell’autostrada, promessa entro il 30 novembre al deputato cuneese Mino Taricco, ma a quanto pare non ancora definita.

A relazionare sul tema i sindaci di Bra Bruna Sibille e di Alba Maurizio Marello. Quest’ultimo ha dichiarato: «Non sta a noi proporre alternative. Lo Stato deve tutelare i nostri interessi e non quelli del costruttore. Il ministro deve rendersi conto di persona e dare risposte chiare. Per questo lo attendiamo il prima possibile. Dopo 26 anni dal primo affidamento dei lavori, non accetteremo altre prese in giro su un’opera che è per noi strategica».

Di elettrificazione si è parlato con gli assessori alla mobilità di Bra Pietro Ferrero e di Alba Rosanna Martini. Unanime la condivisione del Tavolo su questo tema, in attesa del passaggio del primo treno elettrico l’11 dicembre.

Altra questione annosa: la soppressione del tribunale di Alba che torna di attualità a pochi mesi dall’introduzione (maggio 2017) del giudice ordinario di pace con funzioni allargate e a pochi giorni dall’annuncio della rinuncia da parte della città di Bra e di undici Comuni all’ufficio del giudice di pace, diventato troppo oneroso per le casse dei Municipi coinvolti. «Superato lo scoramento per aver perso il tribunale di Alba che era il quarto per mole di lavoro del Piemonte, con due milioni di euro l’anno di ricavi e serviva un numero di abitanti superiore a quello dei tribunali di Asti o Cuneo, la filosofia dev’essere quella di ripartire a costruire dalle macerie tentando di ritornare a far vivere il tribunale», ha spiegato l’avvocato Roberto Ponzio, che ha lanciato l’allarme: «Dove andranno a finire le funzioni del giudice di pace di Bra? In base alle tabelle precedenti all’apertura dell’ufficio sotto la Zizzola, senza dubbio ad Alba. Facciamo attenzione però alle correnti che mettono questa certezza in dubbio e che vorrebbero che le funzioni del giudice di pace di Bra finissero ad Asti. Sarebbe l’ennesimo scippo istituzionale, dopo quello della soppressione del tribunale».

Un grido d’allarme che preoccupa il sindaco di Bra Bruna Sibille: «Dopo il danno di aver dovuto rinunciare al giudice di pace, perderlo a favore di Asti e non Alba sarebbe una vera e propria beffa che non tollereremo». Il collega Maurizio Marello tranquillizza: «Come sottolineato dall’avvocato Ponzio, nonostante le interpretazioni di alcuni colleghi, le competenze del giudice di pace di Bra andranno trasferite nella città del tartufo bianco e sono fiducioso che questo avvenga».

Marcello Pasquero