“Il vecchio mulino” di Niella Tanaro cerca aiuto dopo i danni dell’alluvione

ALLUVIONE Un giovedì pieno di dolore quello di Marika Dho, titolare della trattoria “Il vecchio mulino”, aperta al pubblico dal 1990 in località Castellaro di Niella Tanaro.

Nessuno si aspettava il disastro in un locale già danneggiato dalle piogge del 2002: il caratteristico mulino ristrutturato vicino al fiume non era stato risparmiato dalla furia dell’acqua, ma con l’aiuto di pompe idrovore la situazione era sempre rientrata.

I danni dell’alluvione a “Il vecchio mulino”

Quando giovedì Marika ha raggiunto la trattoria ha capito subito che questa volta non è stata fortunata come le altre.

«Abbiamo visto l’acqua salire da sotto terra ed entrata da dove si trovava la ruota. Abbiamo cercato di eliminarla con pompe e trattori, in breve sono arrivati i vigili del fuoco ma il livello continuava a crescere», ha raccontato a Gazzetta. «Dopo pochi minuti anche il fiume è uscito dagli argini e siamo stati costretti a scappare, lasciando in balia della corrente tutto ciò che in molti anni e con fatica avevamo costruito. La situazione stava degenerando: una cascata usata in genere per bagnare i campi è arrivata verso la trattoria riempiendo i locali, poi il Tanaro è salito fino a raggiungerli e tutto quello che avevamo se n’è andato tra due correnti».

Il locale è stato inondato e nell’arco di un’ora e mezza l’acqua è salita fino al bancone, ha staccato il bombolone del gas quasi pieno e si è portata via tutto.

«Dopo il 2002 abbiamo fatto costruire un tunnel di sfogo per arginare danni alla struttura e lasciando finestre e portoni aperti la corrente ha imboccato il tunnel: tutto l’arredamento danneggiato è stato quindi trascinato via dalla corrente», ha spiegato Marika, che racconta: «La mia cucina era completamente sott’acqua: è stata alzata dal pavimento con la pala di un Merlo e buttata via come fosse un cumulo di detriti. Nel piano terra dove si trovano locale cucina, caldaia e dispensa la fanghiglia arrivava all’ombelico e l’acqua ha raggiunto il primo piano. Per fortuna il secondo piano con le camere per gli ospiti si è salvato così come il piano superiore dove abitano i miei genitori». 

Gara di solidarietà per salvare il mulino.

Il raggio di sole del volontariato non si è fatto attendere nei giorni successivi al disastro: fin dove è corsa la paura, da lì sono arrivati volontari.

Dalla Liguria, da Carcare, dalla stessa Niella Tanaro, da Peveragno dove vive la famiglia del fidanzato di Marika: «Il nostro vicino ci ha dato un grande supporto: vive al di là del fiume, alla nostra stessa altezza. E’ riuscito per una manciata di secondi a salvare il bestiame delle sue stalle e invece di guardare ai suoi danni, non ci ha lasciati soli un momento». 

Per Marika adesso è il momento di riprendersi ciò che era suo. «I miei genitori stanno pagando con mutui quello che l’acqua si è portata via. Vogliamo ripulire tutto velocemente per essere attivi prima possibile. Abbiamo prenotazioni per Natale e Capodanno e cercheremo di fare del nostro meglio».

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Come aiutare il mulino.

«Vi prego di non lasciarci soli», scrive la giovane sul suo profilo social.

Amici e clienti del locale hanno dato il via ad una gara di offerte in favore della famiglia e siamo sicuri che anche i lettori di Gazzetta vorranno aiutarla a ripartire.

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