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La stanza barocca, luogo d’arte tra Sicilia e Piemonte

ALBA Nel palazzo Banca d’Alba dal 6 al 27 novembre per il festival Poetica
Il genio che abita una terra è unico e inimitabile, ma quando incontra il genio di un’altra geografia, il risultato estetico può essere formidabile. È il concetto della mostra “La stanza barocca. Tra Piemonte e Sicilia”, che sarà allestita da domenica 6 novembre nel palazzo Banca d’Alba, in via Cavour.

L’esposizione è dedicata all’esame, attraverso l’arte figurativa, la fotografia, la musica e la letteratura, del rapporto artistico tra Piemonte e Sicilia e racconta passaggi storici come la venuta di Filippo Juvarra nei possedimenti dei Savoia. Gli allestimenti e il catalogo sono curati, oltre che da Alessandra Morra – direttrice di Poetica, il festival della poesia di Alba, – da Alessandra Coppa e Caterina Barioglio, architetto e ricercatrice in storia dell’architettura all’Università di Torino.

È proprio Barioglio a spiegare: «La stanza barocca è la messa in scena di un racconto. Una performance da cantastorie, che non si propone di rappresentare, ma piuttosto di intuire e suggerire una poetica sottesa a un’idea di Barocco che accomuna Piemonte e Sicilia. La poetica della persuasione, la riflessione sulla distanza tra l’immaginazione e il razionale, l’attenzione alla struttura intima delle cose – propri del “segno barocco” – guidano la narrativa dell’esposizione, attraverso gli strumenti della suggestione e dell’evocazione. I nessi che recenti lavori e pubblicazioni evidenziano tra il movimento barocco e la contemporaneità sono interpretati attraverso lo sguardo di un collettivo di artisti posti in un dialogo che ha come oggetto la bellezza».

Sul percorso espositivo Alessandra Morra aggiunge: «Il visitatore è accompagnato dentro una costellazione di riferimenti, citazioni e forme con un allestimento che trascura le pretese di neutralità: la scelta espositiva mette in mostra l’arte a fianco della sua interpretazione. Immagini, oggetti e racconti abbracciano e avvolgono le opere degli artisti Beppe Pepe e Armando Rotoletti, offrendo uno spazio immaginifico in cui collocarli, oltre che un punto di vista. Le fotografie di Michele de Vita sono dispositivi di lettura, che permettono di violare la superficie delle cose. Il lirismo degli oggetti instaura un gioco con la pittura e la fotografia d’autore».
La mostra sarà aperta fino al 27 novembre dal martedì al venerdì dalle 15.30 alle 19, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19. L’ingresso è gratuito.
Matteo Viberti