Sito Acna: la discarica dev’essere controllata

CAMERANA I Comuni della valle Bormida piemontese chiederanno che sull’area A1 del sito ex Acna venga effettuata la valutazione di impatto ambientale. L’iniziativa è partita da Camerana, dove la scorsa settimana si è svolto un Consiglio comunale aperto. A tirare le fila è stato l’assessore Pier Giorgio Giacchino, ex dipendente Acna e sindaco di Camerana nel 1987, quando una delibera approvata in paese aprì la strada alla stagione delle proteste. «Abbiamo il dovere di pretendere risposte e procedere al ristoro dei danni. È un atto dovuto e una forma di rispetto verso il piccolo popolo Acna testimone di questa storia. Ogni volta che abbiamo combattuto veramente abbiamo vinto», ha affermato Giacchino.

Una recente immagine aerea del sito Acna di Cengio.

Pareri favorevoli sono arrivati anche dagli esponenti delle associazioni. Ilvo Barbiero (Valbormida viva) ha sottolineato che «alcuni problemi sono stati superati, ma giustizia non è ancora stata fatta», aggiungendo che «nell’area A1 ci sono rifiuti più pericolosi di quelli mandati in Germania». Maurizio Manfredi (associazione Rinascita Valle Bormida) ha aggiunto: «Ben venga questa iniziativa perché la valutazione di impatto ambientale obbliga a rendere pubblici i dati sull’area».

La zona A1, che su una estensione di 21 ettari accoglie milioni di tonnellate di terreni contaminati, dal 2009 è nel mirino dell’Ue, che ha aperto una procedura di infrazione in seguito a un esposto presentato dal Wwf, allora presieduto dall’ex commissario per la bonifica Stefano Leoni. Per quest’area Eni e Regione Liguria hanno sempre parlato di messa in sicurezza permanente e non di discarica, proprio per evitare di dover effettuare la valutazione di impatto ambientale. Tuttavia la risposta della Commissione europea a una recente interrogazione di Alberto Cirio sembra smentire questa tesi, dal momento che parla di un’attività (quella svolta nel sito, nda) che «corrisponde alla creazione di una discarica» e per la quale sono da applicare «i requisiti rigorosi previsti per la protezione dell’ambiente e della salute».

Corrado Olocco