L’Acna di Cengio continua a inquinare

VALLE BORMIDA Le risposte degli assessori all’ambiente di Piemonte e Liguria alle interrogazioni sulla bonifica del sito ex Acna presentate dagli esponenti del Movimento 5 stelle confermano che la vicenda è tutt’altro che conclusa.

L’assessore ligure Giacomo Giampedrone ha affermato che, dai recenti monitoraggi effettuati da Eni-Syndial (proprietaria del sito) e dall’Arpal, è emersa una significativa contaminazione delle acque sotterranee nell’area tra la strada provinciale e la ferrovia, a nord dell’ex stabilimento, ossia verso il Piemonte. L’esponente della Giunta ligure ha aggiunto che Syndial, Ispra, Arpal, Regione Liguria e Provincia di Savona sono state convocate dal Ministero dell’ambiente per analizzare le possibili cause di inquinamento e che Syndial ha in corso indagini e monitoraggi. «È nostra intenzione sollecitare il Ministero affinché imponga alla società di dotarsi di un sistema Web per la consultazione dei risultati dei monitoraggi», ha aggiunto Giampedrone, sottolineando che «la Regione ha predisposto con Arpal, Comune di Cengio, Asl e Provincia di Savona un protocollo di gestione dell’emergenza sanitaria nel caso di ritrovamento di contaminanti nelle acque del Bormida».

Si tratta di notizie poco rassicuranti anche per il versante piemontese della Valle e che confermano in sostanza ciò che disse l’assessore di Camerana Pier Giorgio Giacchino nel Consiglio comunale aperto di fine ottobre, quando avanzò più di un dubbio sull’efficacia delle opere di contenimento realizzate attorno al sito di Cengio.

Dalla risposta dell’assessore all’ambiente della Regione Piemonte Alberto Valmaggia emerge invece lo slittamento di un anno della conclusione dei lavori di messa in sicurezza della discarica realizzata all’interno del sito per accogliere i terreni contaminati. Nell’area, ha spiegato l’assessore, sono iniziate a febbraio le attività di copertura con terreno vegetale e inerti, ma di fronte a un’ingente quantità di materiale da trasportare nel sito (due metri di spessore su un’area di 27 ettari) il flusso dei trasporti è stato finora abbastanza ridotto (40-60 viaggi al giorno) per consentire la realizzazione di marciapiedi lungo la strada comunale che conduce al sito per garantire la sicurezza pedonale durante i trasporti. Per questo motivo, spiega Valmaggia, il cronoprogramma che prevedeva il completamento dell’intervento il 31 marzo 2018 subirà un prolungamento stimato in circa 12 mesi. Se i tempi saranno rispettati la parola fine alla bonifica dovrebbe essere quindi scritta a marzo 2019, a vent’anni dalla chiusura dell’Acna.

C’è anche però una notizia positiva per i sindaci piemontesi. La Direzione sanità e la Direzione ambiente della Regione hanno avviato un’azione per proseguire e aggiornare le indagini epidemiologiche effettuate fino al 2003 per individuare patologie correlabili all’esposizione a sostanze nocive trattate dallo stabilimento di Cengio. Lo studio è stato realizzato in collaborazione tra Arpa Piemonte e le Asl. La fase di indagine ed elaborazione dati si è conclusa e la Regione è in attesa di verificare i risultati e le valutazioni conclusive.

Corrado Olocco