Dopo l’Enologica si trova lavoro in 3 mesi

SCUOLA La scuola appare come la premessa della società adulta, del lavoro e del costruire. Gazzetta aveva anticipato di un mese e mezzo (analizzando i dati a inizio ottobre) l’inchiesta realizzata da Ires sulla formazione in Piemonte, resa pubblica la scorsa settimana. Lo studio complesso evidenzia che la dispersione scolastica è calata dal 22,4% del 2004 al 12,6 del 2015, avvicinandosi molto all’obiettivo europeo del 10% entro il 2020. Nel 2014-15, il sistema scolastico e formativo ha registrato per la prima volta un calo di iscritti dopo anni di crescita. L’inversione di tendenza si deve a due fattori: il numero degli iscritti stranieri ha smesso di crescere e stanno transitando nella scuola materna meno bambini a causa del calo delle nascite.

Per i giovani piemontesi permangono poi difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro. Nel 2015, a quattro anni dal titolo di studio, lavora il 47,8% dei diplomati rispetto al 61,5% che si registrava nel 2004. Tuttavia, la disoccupazione diminuisce rispetto al 2014 (-1,1%). In particolare, il tasso di disoccupazione dei giovani dai 15 ai 24 anni passa dal 42,2% del 2014 al 38,1% del 2015. Questa riduzione si traduce, però, tra i più giovani in un aumento dell’area di inattività (+2,6%) lasciando inalterati i livelli occupazionali complessivi.

Ad arricchire i dati Ires ci ha pensato la fondazione Agnelli pubblicando la nuova versione di Eduscopio.it, il portale on-line che consente di analizzare le performance degli istituti professionali piemontesi.

Per quanto riguarda Alba, l’istituto Luigi Einaudi presenta un indice di occupazione dei diplomati chi lavora almeno 6 mesi entro i due anni successivi al diploma) pari al 78%, mentre sono 134 i giorni che in media uno studente deve attendere per firmare il primo contratto di lavoro significativo. La scuola enologica Umberto I invece presenta un indice di occupazione dei diplomati pari al 55 per cento, e 87 giorni in media necessari alla stipula di un contratto.

Ultima scuola albese analizzata dal rapporto è l’istituto Piera Cillario Ferrero, con il 62 per cento di occupazione dei diplomati.

Marco Giuliano