Murazzano riprende la tradizionale Natività nella sera della Vigilia

APPUNTAMENTI Tradizione interrotta, tradizione persa. È una legge frequente nei piccoli paesi dove le persone disposte a impegnarsi sono sempre meno e la mancanza di risorse si fa sentire. Non è il caso del presepe vivente di Murazzano che, dopo sedici anni (l’ultima edizione risale al 2000) si ripresenta in una nuova veste.

Sabato 24 dicembre alle 20 la porta di Betlemme decorata dai bambini della scuola dell’infanzia si aprirà ai visitatori. Gli archi in pietra ospiteranno una quindicina di mestieri introducendo alla piazzetta antistante la chiesa di Sant’Anna dove si terrà il mercato con spezie, manufatti, stoffe, quadri dipinti a mano. All’ingresso chi vorrà potrà acquistare monete realizzate a mano da un fabbro locale, utili per comprare prodotti durante il percorso o fermarsi ad ascoltare le predizioni della maga e della cartomante.

A prendere in mano le redini della nuova rievocazione storica sono state le cugine Manuela Bertone e Teresa Faroppa, che con il sostegno e l’aiuto del paese hanno tratto spunto da una vecchia videocassetta per ideare le nuove scenografie. Tra botteghe e antichi mestieri si arriverà alla capanna della Natività sulla piazzetta della parrocchia di San Lorenzo. All’ingresso del presepe si troverà la mappa disegnata dagli alunni della scuola elementare, utile per orientarsi tra le postazioni. Lungo il percorso ci saranno punti di intrattenimento con curiosità, esposizioni di animali e degustazioni di vin brulè, dolcetto, tume, cioccolata calda, panettone e pandoro.

Angioletti e musicanti allieteranno il percorso accompagnati dalla direttrice del coro Monica Hoffman. Anche la corale Le raviole al vin eseguirà canti della tradizione. Nel corso della serata sarà possibile visitare la torre medievale e il castello di re Erode nel palazzo Tovegni. «Siamo partiti a metà settembre e pensavamo si trattasse di un’impresa impensabile», racconta Manuela Bertone. «Poi abbiamo toccato con mano il grande sostegno dei nostri compaesani. L’impegno è stato massimo nella realizzazione di torce e costumi, in parte presi in prestito dalla Passione di Belvedere Langhe. Abbiamo raggiunto le cinquanta comparse; speriamo che la serata rappresenti la rinascita della manifestazione».