Ricorso al Tar in vista per la tonda gentile

NOCCIOLE Sarà il Tar del Lazio a esprimersi sull’inserimento della nocciola “tonda gentile delle Langhe” nel registro varietale nazionale, operazione che, come abbiamo scritto la scorsa settimana, ne consente la coltivazione in tutta Italia, ma non in Piemonte, dove per l’Igp si deve usare il termine “tonda gentile trilobata”.

La questione è stata affrontata la scorsa settimana all’Associazione commercianti albesi, in un incontro convocato dall’europarlamentare Alberto Cirio, al quale erano presenti Coldiretti, Confagricoltura, Cia e il Consorzio di tutela della nocciola Piemonte Igp, in rappresentanza anche di Piemonte Asprocor e Ascopiemonte. Le associazioni agricole e corilicole hanno deciso di presentare il ricorso al Tar insieme all’unione montana Alta Langa, all’unione Colline di Langa e del Barolo, all’associazione Comuni del Roero e all’ente Fiera della nocciola.

L’incontro tra amministratori locali e associazioni agricole svoltosi la scorsa settimana ad Alba.

l ricorso verrà depositato entro il 27 dicembre, a meno che il Ministero per le politiche agricole non elimini la dicitura “tonda gentile delle Langhe” dal registro nazionale delle varietà di piante da frutto, come hanno chiesto gli enti locali con un’azione di autotutela curata dall’avvocato Roberto Ponzio.

Sullo stesso tema, la scorsa settimana si è svolto anche un incontro con gli operatori economici convocato a Castagnito dal Consorzio di tutela della nocciola Piemonte Igp. Per Coldiretti ha partecipato una delegazione guidata da Delia Revelli, presidente provinciale e regionale, e composta dal segretario di zona di Alba e Cortemilia Cesare Gilli e dal responsabile dell’area economica regionale Franco Ramello. Coldiretti ha annunciato la propria posizione riassumibile in tre punti: cancellazione della dizione “tonda gentile” e del relativo sinonimo “tonda gentile delle Langhe”, mantenere quale unica cultivar la varietà “tonda gentile trilobata” e intraprendere le iniziative necessarie nei confronti di Olanda e Romania per ottenere la cancellazione dai rispettivi registri varietali della dizione “Langhe”.

Per Coldiretti questa potrebbe essere la strada per uscire da una situazione che la burocrazia ha generato penalizzando le eccellenze produttive piemontesi e specialmente delle Langhe. «Usare il nome che evoca una precisa area geografica in realtà diverse, in termini territoriali, può solo generare confusione e danni. La nocciola è uno dei nostri beni più preziosi e una delle maggiori risorse economiche piemontesi che dobbiamo continuare a tutelare», afferma Delia Revelli.

In Piemonte, in particolare nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo, la superficie complessiva coltivata è di circa 18mila ettari di cui 15mila sono impianti attivi. La produzione totale è di oltre 200mila quintali.

«Difendere il nostro territorio e le imprese che ci hanno creduto è il nostro obiettivo. Si tratta anche di far chiarezza nei confronti dei consumatori che si ritroverebbero sul mercato nocciole dal nome fuorviante rispetto alla loro reale provenienza. È necessario arrivare al più presto a una soluzione per non creare danni economici e di immagine agli imprenditori del comparto», sottolinea il delegato di Coldiretti Bruno Rivarossa.