Tapiro d’Oro a Oscar Farinetti. La risposta di Eataly

TAPIRO D’ORO Il noto tg satirico “Striscia la notizia” consegna a Oscar Farinetti il, per nulla ambito, Tapiro d’oro. A detta dell’inviato Valerio Staffelli alcuni clienti americani di Eataly avrebbero segnalato la presenza di cibi provenienti dall’Italia e immessi sul mercato americano con data di scadenza contraffatta.

La segnalazione da una cliente americana di Eataly

A segnalare a Striscia la Notizia la presenza di cibo scaduto sugli scaffali di Eataly New York, in particolare una cliente che si è accorta della presenza di una doppia etichetta. In bella vista: una data che riportava ai prossimi giorni o settimane, ma togliendo l’etichetta si scopriva una scadenza precedente di diversi mesi.

Staffelli si è recato a New York verificando la presenza di numerosi prodotti con la doppia etichetta.

Da qui l’intervista a Farinetti, ribattezzato per l’occasione “Il furbetto del formaggino” e la consegna del Tapiro. L’imprenditore langhetto ha ammesso trattarsi di un errore grave.

Più articolata la replica del figlio di Oscar, Nicola, Ad di Eataly che con un video inviato a Striscia ha spiegato che le regole di etichettatura negli Stati Uniti sarebbero diverse rispetto all’Italia e che il Best before verrebbe considerato in America una sorta di consiglio per i clienti affinchè il prodotto si possa gustare al massimo della freschezza.

Tapiro d’oro a Oscar Farinetti

Eataly risponde a Striscia la notizia

In riferimento al servizio andato in onda su Striscia la notizia il 14 dicembre 2016, con la
consegna del tapiro ad Oscar Farinetti, Eataly ha chiesto alla redazione della trasmissione il
diritto di replica per confermare il rispetto delle norme americane nella gestione dei prodotti
nei nostri punti vendita di New York.

Riportiamo la dichiarazione di Nicola Farinetti, Ceo Eataly Usa, andata in onda durante la
puntata:

«Caro Valerio, grazie mille per avermi dato la possibilità di spiegare. Ci tengo, innanzitutto, a sottolineare che le regole di scadenza dei prodotti in America sono molto diverse da quelle dell’Italia. Per esempio la dicitura “best before” non è assolutamente considerata una data di scadenza, ma è un consiglio del produttore per il consumatore che indica entro quando può gustare al meglio, dal punto di vista del gusto, quel prodotto. Proprio per questo motivo uno dei nostri ragazzi, dopo avere assaggiato il salame, l’ha ritenuto ancora buono e vendibile e ha quindi deciso di mettere un’altra data consigliata da noi, questa volta “sell by” con l’indicazione della data entro la quale avremmo potuto vendere quel prodotto. Mi rendo conto che mettere un’etichetta sopra un’altra può far pensar male. Me ne scuso e mi assicurerò in prima persona che non succeda più.

Per quanto riguarda i formaggi ti assicuro che abbiamo rigidi controlli interni per assicurarci di
non lasciare prodotti sugli scaffali oltre la data consigliata, ma evidentemente possiamo migliorare.
In ogni caso queste procedure non vìolano le norme americane.

In ultimo mi piace pensare che, siccome abbiamo in vendita più di 10.000 prodotti italiani sui
nostri scaffali, e tu ne hai segnali circa una decina, ci sono comunque tante cose buone che
facciamo e da qui lavoreremo come sempre, tutti i giorni, per migliorare.

Ti invito quindi a New York a mangiare un buon salame italiano insieme a me, per festeggiare
il successo dei grandi prodotti italiani all’estero.
Grazie mille.
Nicola Farinetti»

«Per quanto riguarda il mercato italiano continua la nota di Eataly – ci teniamo a sottolineare che per i prodotti che hanno superato la data di scadenza o il termine minimo di conservazione, la legge non ne consente in alcun modo la commercializzazione. Eataly applica una procedura precisa di eliminazione dagli scaffali dei prodotti in scadenza prima della data indicata sull’etichetta. Il personale è rigorosamente formato per l’applicazione quotidiana di questa procedura.
Ogni capo reparto, coordinato dall’Ufficio assicurazione qualità, si occupa di monitorare l’applicazione della procedura su tutti i 14 punti vendita italiani. I referenti dell’Ufficio qualità svolgono sistematicamente controlli su tutti i reparti, monitorando così, in modo costante, l’applicazione della procedura e le buone pratiche di Haccp. Da Gennaio 2016 ad oggi sono stati effettuati 531 controlli su tutti i reparti.
A supporto del personale, lo stesso team per la qualità, realizza percorsi strutturati di
formazione in aula e on the job.
Eataly viene inoltre monitorata costantemente delle autorità competenti: dall’inizio dell’anno tutti i punti vendita italiani sono stati soggetti, da parte degli organi preposti, ad oltre 70 visite di controllo con ispezioni e prelievi di prodotto, senza ricevere nessun rilievo sulle scadenze
dei prodotti».