Ecumenismo: Chiese cristiane spinte dall’amore a riconciliarsi

ECUMENISMO
Dal 18 al 25 gennaio la settimana in cui si prega per l’unità dei credenti in Cristo
Come ogni anno, l’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso organizza la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Fondata nel 1908 dal pastore anglicano Paul Wattson, viene preparata, su incarico congiunto dei massimi organismi ecumenici mondiali (Consiglio ecumenico delle Chiese protestanti e ortodosse e Santa Sede per i cattolici).

Nel contesto del quinto centenario dell’inizio della riforma protestante (1517, cosiddetta “affissione” delle 95 tesi sulle indulgenze al portale della chiesa di Wittenberg da parte di Martin Lutero), è stato incaricato di redigere il libretto guida per la settimana l’Ack, cioè il Consiglio ecumenico delle Chiese della Germania. Una commissione composta da dieci rappresentanti di diverse Chiese si è riunita tre volte nel biennio 2014-2015, e il libretto che è scaturito da questi incontri porta il titolo L’amore di Cristo ci spinge alla riconciliazione, che è tratto (con una piccola aggiunta legata al contesto) da 2Cor 5,14.

Sullo spunto dell’esortazione di papa Francesco

L’idea è stata tratta dall’esortazione apostolica di papa Francesco Evangelii gaudium (paragrafo 9), e sottolinea che Cristo ha riconciliato il mondo con Dio, perciò prima di pregare il Signore è essenziale che confessiamo i nostri peccati: solo così potremo testimoniare al mondo che la riconciliazione è possibile.

Il mondo ha bisogno di ambasciatori della riconciliazione che costruiscano ponti, rompendo le barriere che separano, aprendo la strada a nuovi stili di vita, e accogliendo i rifugiati delle tante nazioni che ancora sono lacerate dalla guerra: Siria, Afghanistan, Eritrea.

Ci ritroveremo a pregare in diverse chiese cristiane e diversi luoghi della diocesi: dalla chiesa dei Santi Cosma e Damiano ad Alba, alla chiesa evangelica di Castagnole Lanze, dalla cappellina invernale di Monteu Roero alla parrocchia rumena.

Come ci ricorda e ci responsabilizza il concilio ecumenico Vaticano II: «La cura di ristabilire l’unione riguarda tutta la Chiesa, sia i fedeli che i pastori, e tocca ognuno secondo le proprie possibilità, tanto nella vita cristiana di ogni giorno quanto negli studi teologici e storici. Tale cura manifesta già in qualche modo il legame fraterno che esiste tra tutti i cristiani e conduce alla piena e perfetta unità, conforme al disegno della bontà di Dio» (Unitatis redintegratio, 5).

don Adriano Rosso