Emanuele e Giulia: un viaggio in Australia ti cambia la vita

AVVENTURA Un viaggio può cambiare la vita. Così è accaduto a Giulia ed Emanuele, due giovani che hanno lasciato la sinistra Tanaro, i luoghi degli affetti, dello studio e persino di un lavoro sicuro, per trascorrere un anno agli antipodi del mondo, down under, come dicono i britannici per definire l’Australia.

Emanuele Tibaldi, grafico pubblicitario e fotografo braidese, e Giulia Cornaglia guida turistica santavittoriese, hanno lasciato l’Italia a metà ottobre 2015. «Siamo partiti carichi di sana paura e ci sono volute alcune settimane per ambientarci e trovare lavoro in un’azienda agricola», raccontano, rievocando l’iniziale, deludente esperienza con i working hostels, che dovrebbero garantire alloggio e lavoro agli immigrati. «Per quattro settimane ci hanno ripetuto: “Domani iniziate a lavorare”, senza che accadesse nulla. Così ci siamo cercati lavoro da soli. Abbiamo comprato un minivan per essere autonomi e abbiamo visto foreste immense, spiagge sterminate, koala e canguri e tante persone pronte ad aiutare, ad accogliere». Come Peter, che li ha ospitati per un mese a McLaren.

Questo viaggio quanto ha inciso nel vostro futuro?

«La grinta positiva che ci aiuterà nel nostro futuro. Nelle fattorie abbiamo conosciuto tanti ragazzi provenienti da tutta Europa, con il nostro stesso spirito di avventura e altrettanta voglia di sporcarsi le mani», sottolinea Emanuele, mentre Giulia prosegue: «Resta il senso di libertà che suscitano quegli spazi sterminati».

Un consiglio ai giovani?

«Viaggiate! Per trovare voi stessi e comprendere la ricchezza che vi circonda».

Avete avuto difficoltà economiche?

«Siamo partiti con dei risparmi, abbiamo acquistato il minivan, fatto periodi vacanza e aperto una partita Iva in poche ore. Abbiamo incassato 80-90 dollari a testa al giorno nella vendemmia e durante la raccolta delle arance, mentre la raccolta delle patate ha fruttato 900 dollari a settimana. I soldi ci sono bastati, tanto che, rivenduto il minivan, siamo tornati con lo stesso gruzzoletto della partenza». Ma, guardandoli negli occhi, il bagaglio di vita è molto più ricco.

Paolo Stacchini