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Omar Pedrini: mi piace come in Langa è stato preservato il territorio

ALBARETTO DELLA TORRE Da qualche tempo il cantautore Omar Pedrini è cittadino onorario di Albaretto. Lo abbiamo intervistato per saperne di più sul suo rapporto con le Langhe.

Come ha reagito alla cittadinanza onoraria?

«Con grande piacere: sono lusingato. Con le Langhe ho un rapporto da tanto tempo, sono appassionato di questa zona. La scoperta dell’alta Langa è arrivata dopo. Essendo figlioccio di Luigi Veronelli ho imparato ad amare il territorio e i suoi prodotti. In alta Langa ho trovato eccellenze come la nocciola. La cittadinanza onoraria cementa un rapporto, è un premio morale».

Come ha imparato ad apprezzare il territorio e le sue tipicità?

«In 25 anni di musica, giro tantissimo l’Italia e in ogni luogo amo scoprire le bellezze locali. Quasi dieci anni fa ho scritto e condotto il programma Gamberock di Gambero rosso: era un viaggio nell’arte, nella cultura e nelle eccellenze enogastronomiche. Ne sono fiero. Ho anche parlato delle Langhe. Gambero rosso e Veronelli sono stati le mie guide. Durante Gamberock l’unica terra che mi sono chinato a baciare è stata quella delle Langhe».

Il cantautore Omar Pedrini davanti alla torre di Albaretto.

Quali contatti aveva già avuto con questa zona?

«Ho suonato ad Alba, in un bellissimo concerto voluto dai commercianti. Albaretto è stato la ciliegina sulla torta. Ho anche una bellissima amicizia con Paola Farinetti. Una nota malinconica: l’ultima volta che sono stato ad Alba sono venuto a rendere omaggio a Gian Maria Testa, che oltre a essere un grande artista era anche un amico. Un altro amico è l’artista Valerio Berruti. Lo scorso anno ho suonato a Collisioni e sono andato all’Università del gusto a Pollenzo. Ho anche partecipato un paio di volte all’Asta del tartufo, ma non ho mai comprato perché era fuori dalla portata delle mie tasche. Sono un po’ piemontese di elezione».

Come ha incontrato Albaretto?

«Ho conosciuto gli amici di Albaretto durante una mia performance con Mauro Corona a Fontanafredda. Da lì sono diventato amico di questo gruppo di ragazzi guidati da Simona Giordano (presidente della Pro loco) che già conoscevo in qualità di deejay di Radio Alba. Mi hanno chiamato da Albaretto l’estate scorsa per il festival musicale e quando mi invitano da qualche parte mi piace conoscere il posto. Così ho scoperto l’alta Langa grazie ad Albaretto. Mi piace il modo in cui riuscite a preservare questo territorio. A differenza di altre zone d’Italia sfregiate dal cemento, avete capito che va tutelato e che sarà un volano per l’economia e per il turismo».

Come neoalbarettese ha qualche progetto?

«Al momento no, ma c’è la voglia di sviluppare l’arte legata al territorio. Ho fatto da padrino volentieri la scorsa estate e quindi ci sarò. È già un impegno».

A che cosa sta lavorando?

«Sto registrando un nuovo disco, che uscirà nel corso della primavera. Di sicuro lo porterò in alta Langa».

Giorgia Barile