A Berlino, dove il cibo è protagonista del film festival

RECENSIONE   Il cibo, che al Festival di Berlino è protagonista da quando è stata istituita la sezione Culinary cinema, è salito alla ribalta anche nel concorso internazionale, grazie all’americano The dinner di Oren Moverman. Protagonisti sono due fratelli e le rispettive mogli (le star inglesi e americane Richard Gere, Steve Coogan, Laura Linney, Rebecca Hall) uniti non solo dal sangue ma anche dal fatto che i figli adolescenti sono responsabili di un crimine che gli adulti vorrebbero in qualche modo nascondere. Nel corso della cena in un ristorante di classe, fra capisala e camerieri ossequiosi e innamorati delle pietanze servite, si dipana uno scontro familiare e generazionale che riguarda la società americana e le sue colpe. E che fa del cibo e in generale della cultura culinaria un collante sociale ormai riconosciuto a livello mondiale.

Una presa di posizione importante per chi, come la Berlinale, è stata una delle prime manifestazioni a insistere su questo punto, ben prima che gli chef diventassero star e il lavoro in cucina materia da reality show.
Nella prima settimana di questo festival importante ma a corrente alternata (un anno con tanti film significativi seguito da uno meno interessante) ha fatto vedere buone cose. In particolare, l’ungherese On body and soul della regista Ildikó Enyedi (uno dei favoriti alla vittoria finale), commedia stralunata e complessa che racconta la storia d’amore fra un uomo parzialmente handicappato e una donna ossessiva e dai tratti autistici. Il regista più di dieci anni fa fu ospite dell’Infinity festival, a dimostrazione di come quell’esperienza albese avesse allora saputo cogliere il meglio del cinema del momento e di quello a venire.

Roberto Manassero