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La felicità si trova anche a Mussotto

L’INCHIESTA / 4 «Un giorno, navigando su Internet, ci imbattiamo nell’annuncio di una casa in affitto in corso Enotria: un quadrilocale di 120 metri quadrati, disposto su due piani, ristrutturato. Prezzo: 400 euro. Io e la mia compagna ci sentiamo al settimo cielo. Una simile offerta non capita sovente! Non ci sono molte fotografie sull’annuncio, tranne gli esterni e il salotto. Contattiamo il proprietario. Il signor Luigi (il cognome non compare) sembra reticente. Chiede il versamento della caparra in anticipo, senza vedere la casa. Presto scopriamo che si tratta di un finto annuncio, una truffa. Non esiste una casa simile a quel prezzo. Abbiamo rischiato di perdere il denaro e abbiamo ricevuto una grande delusione, sentendoci ingenui e sprovveduti».

Una generazione in cerca di stabilità

Debora e Mattia – 28 e 30 anni – rappresentano una generazione alla ricerca di stabilità (vedi anche la storia di pagina 4). Tentano di individuare un “rifugio” per vivere insieme. Lui è impiegato, lei logopedista. Entrambi di Alba, sommando i loro stipendi si sfiorano i 2.500 euro al mese. La truffa on-line in cui sono incappati sembra la punta di uniceberg più grande, un universo verso cui convergono forze finanziarie, sociali, economiche, politiche e umane, a cui talvolta si aggiungono i tentativi d’inganno, le diffidenze, le insistenze e le insicurezze personali. Prosegue Mattia: «Servendoci di Internet abbiamo trascorso due mesi a cercare abitazioni. Ad Alba è improponibile: i prezzi dei bilocali variano tra i 380 e i 450 euro. I trilocali e quadrilocali invece vanno da 450 euro in su, ma bisogna considerare che le spese per il riscaldamento e la spazzatura in questo caso sono più elevate. La città rimane proibitiva, specie in centro. Senza contare il traffico: immaginando in Alba la nostra vita quotidiana ci è venuta la pelle d’oca. Nelle ore di punta s’impiega mezz’ora ad attraversare i corsi principali. Così, abbiamo scelto le colline intorno».

Una scelta difficile

Si registra una differenza tra le aree cittadine: il centro – privilegiato ma non a portata di mano, non sostenibile per una coppia con stipendi bassi – e la periferia. Che diventa per un verso luogo di “margine” per quanto riguarda gli affitti e per l’altro terreno d’élite su cui proliferano ville e cascine milionarie. La collina si trasforma dunque in un coesistere di opposti. Prosegue Debora: «Pensavamo di comprare casa, ma la matematica non inganna. Un trilocale adeguato alle nostre esigenze ad Alba costa circa 150mila euro. Ovvero un mutuo da 700 euro al mese per vent’anni. Un bilocale sui centomila. Oggi c’è incertezza lavorativa, affettiva, familiare. Le coppie si sfaldano facilmente e i licenziamenti si moltiplicano, i contratti a progetto non consentono lunghezza di vedute. Non ci sentiamo di fare questa scelta». L’abitazione può rappresentare lo specchio di angosce e fragilità generazionali. Il pensiero a lungo termine è censurato e sminuzzato, il tempo si appiattisce in un eterno presente con scarsa possibilità di pianificazione.

A Mussotto prezzi più bassi, Alba è «improponibile»

«Questo ha dei lati positivi», dice Mattia. «Perché insegna a metabolizzare l’incertezza. A considerare l’imprevedibilità della vita. Ma è difficile sentirsi al sicuro». La coppia ha scelto di vivere a Mussotto. Prezzi più bassi a discapito dell’estetica. «Viviamo lungo la provinciale, di fronte a un grande capannone. Spendiamo 400 euro al mese e così siamo felici. Un giorno compreremo una casa. E quando lo faremo, sarà tutto più dolce».

m.v.