Acquistare per poi rivendere? Meglio di no, almeno nel mattone

L’INCHIESTA / 3 Beppe Scienza è un matematico e saggista, professore all’Università di Torino. Dal 1976 studia le tematiche del risparmio e della previdenza integrativa, con particolare attenzione ai fondi comuni d’investimento, alle gestioni patrimoniali, alle polizze vita e ai fondi pensione. Con lui parliamo di patrimonio immobiliare e scenari internazionali.

Un tempo la casa era l’investimento prediletto per gli italiani. Che cosa accade oggi, professore?

«Prima di tutto dobbiamo considerare la novità assoluta che investe oggi la zona euro: i tassi d’interesse sono pari a zero. Nella storia non era mai capitato. In altre parole chi investe deve pensare a non perdere invece che a guadagnare. Gli istituti di credito tentano di incastrare i clienti pubblicizzando polizze vita, fondi pensionistici o altre forme di investimento: vengono sbandierati i picchi di valore virtuosi toccati in passato da questi pacchetti, nascondendo il fatto che oggi i tassi sono pari a zero. È illusorio in questo momento investire su valute estere o simili formule. Vivere di rendita non è più possibile a meno che in banca non abbiamo qualche milione di euro. Il momento storico è difficile e una “sana diffidenza” è l’atteggiamento più giusto da mantenere. Anche per quanto riguarda la casa, il mattone».

Che cosa intende dire?

«Acquistando un immobile bisogna essere consapevoli che entro qualche anno il suo valore potrebbe scendere anche del 30 o 40 per cento, vista l’indeterminatezza finanziaria dell’epoca che viviamo. In alcuni casi la flessione di valore ha addirittura superato il 70 per cento: basta guardare il caso della Grecia. Il ragionamento di chi vuole acquistare – magari stipulando un mutuo – per poi rivendere fa acqua: bisogna considerare che non sempre è facile piazzare un appartamento sul mercato. Senza contare la manutenzione: bisogna pagare le tasse, partecipare alle riunioni di condominio, trovarei locatari, pagare le agenzie. Per chi cerca sicurezza gli immobili non rappresentano il migliore investimento».

Marco Giuliano