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A Belvedere la festa dei micun e la consegna del premio Scaviss

BELVEDERE LANGHE Si svolgerà domenica 30, alle 16.30, la secolare festa dei micun, i pani benedetti di Belvedere Langhe. Celebrata ogni anno la seconda domenica dopo Pasqua, si terrà nell’oratorio di San Sebastiano. La cerimonia religiosa è gestita dalla confraternita dei Battuti bianchi di San Sebastiano e i documenti dell’archivio parrocchiale la fanno risalire al 1612.

I micun vengono prodotti seguendo una ricetta segreta tramandata e custodita da Luigi Barroero, noto cantastorie di Belvedere, che rivela alcuni particolari sulla sua origine: «Inizialmente i pani venivano cotti in tutti i forni a legna di Belvedere con la farina dell’unico mulino, situato in frazione Piangarombo. Si iniziava a produrli il lunedì con la spiacevole conseguenza che la domenica della festa erano ormai troppo duri per essere mangiati». Prosegue Barroero: «La tradizione racconta di un frate scomunicato arrivato da Brescia, che, avuta notizia della distribuzione dei pani per i poveri e trovandosi in difficoltà, si presentò alla festa dei micun e chiese di poter avere del pane. Viste le condizioni dei pani, il frate mise a disposizione la sua arte di “mastro prestinaio”, ossia panettiere, per insegnare ai belvederesi a realizzare pani che si conservassero sempre».

Di lui rimasero una ricetta in latino e un’implorazione a Dio affinché la grandine non rovinasse mai il grano di quelle colline. «In effetti, a memoria di quattro generazioni, mai nessun raccolto fu disturbato dalle intemperie», conclude Barroero.

I micun saranno portati in processione con la statua di san Sebastiano nel centro storico. Quindi verranno benedetti dal vicario del vescovo di Mondovì, don Meo Bessone, e distribuiti. Il banditore, come da tradizione, inizierà con la chiamata dei confratelli a cui seguirà la distribuzione agli altri fedeli. Sono solo i maschi a ricevere i micun, e solitamente i più anziani della famiglia.

A seguire, alle 18, nell’oratorio di San Sebastiano, sarà assegnato il premio Scaviss a Felice Marino, classe 1923, e al nipote Fulvio, classe 1986, che rappresentano tre generazioni del mulino Marino di Cossano Belbo. Il premio Scaviss è assegnato dal Comune di Belvedere Langhe, in collaborazione con l’associazione culturale Il cerchio magico-gruppo corale Le raviole al vin, a personaggi che hanno contribuito alla crescita culturale delle Langhe e del Roero.

Felice Marino, dopo la guerra che l’ha visto combattere come partigiano, venne a sapere che c’era un mulino in vendita a Cossano e, sostenuto dalla moglie Ida, decise di acquistarlo nel 1955. Ha così inizio la storia del mulino Marino che oggi mantiene ancora quattro macine a pietra. Il nipote Fulvio si è laureato nel 2010 in Scienze della comunicazione e, dopo uno stage a Eataly, è entrato a fare parte dell’organico, diventando responsabile della panificazione del gruppo. Entrambi rappresentano bene l’anima della famiglia Marino, da sempre impegnata nella difesa della biodiversità, dedicandosi anche al recupero e alla diffusione di antiche varietà di cereali, quali l’enkir.

Debora Schellino