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Due interrogazioni del M5s per chiedere di bloccare il ddl sui tartufi

ALBA Quali garanzie per il tartufo italiano? Quali tutele per il Bianco d’Alba che rappresenta il fiore all’occhiello della filiera nazionale?

Sono questi i quesiti posti dai deputati del Movimento 5 Stelle al ministro Stefano Martina con riguardo al disegno di legge all’esame della Commissione Politiche agricole di Montecitorio.

Con due interrogazioni scritte, una a prima firma Fabiana Dadone e l’altra Paolo Bernini, il Movimento 5 stelle ha sollecitato il Ministero delle politiche agricole perché si fermi l’iter sul ddl che hanno soprannominato “Ammazza tartufi” e si avvii il tavolo tecnico per la discussione e l’approvazione del Piano Nazionale della filiera del tartufo 2017-2020, per poi procedere con la votazione in Conferenza Stato-Regioni.

Fabiana Dadone spiega: «Priorità dell’intervento 5 Stelle, richiesto e supportato dagli addetti ai lavori e dal mondo scientifico, sono la valorizzazione del tartufo italiano, la garanzia della tracciabilità della filiera produttiva, e al tempo stesso l’armonizzazione delle procedure tra le diverse regioni italiane in modo da tutelare il comparto dal mercato nero e dalla concorrenza delle produzioni estere. Alba è la capofila di un mercato e di un settore produttivo caratterizzante l’Italia agli occhi del mondo e non possiamo permettere che una legge inadeguata, come sottolineato dai numerose parti, indebolisca la filiera italiana lasciandola nella morsa della concorrenza sleale dei prodotti esteri e di quelli del mercato nero locale. C’è un marchio, quello del Made in Italy, che il Governo ha sempre sbandierato come elemento centrale delle proprie politiche commerciali. Con il ddl in esame alla Camera non si capisce come il Governo e il Pd intendano tutelare e valorizzare questo marchio».