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Il Rotulo di san Teobaldo, tra musica, arte ed edizione digitale

ALBA Concerto di Haec dies venerdì 16 giugno; sabato e martedì visite guidate
Carta parla, carta canta è il gioco di parole scelto dal Museo diocesano diretto da Silvia Gallarato per la serata di storia, musica e arte in San Domenico il 16 giugno. La “carta” è il Rotulo di san Teobaldo e parla del ciabattino che donò tutto ai poveri, quasi un Francesco langarolo vissuto cinquant’anni prima del santo di Assisi, dei suoi miracoli, di quanto fecero gli albesi dopo la sua morte, con lavori nella cattedrale e la costruzione di un ospedale.

Fu scritta nel ’300 su una pergamena ricavata cucendo insieme pagine di codici più antichi, molti dei quali di canti gregoriani. Una scelta di questi brani sarà interpretata da Haec dies con momenti di approfondimento del direttore, Ezio Aimasso, che al contenuto musicale del Rotulo ha dedicato studi e il saggio parte del prossimo numero di Alba Pompeia.

Il concerto, le letture

Il concerto del gruppo di nove voci albesi sarà accompagnato da letture e racconti curati da don Lorenzo Costamagna, esperto della vita del santo. In apertura della serata, alle 20.30, Enrica Asselle ed Elisa Pera di Colline e culture guideranno la visita alla chiesa di San Domenico e ai suoi affreschi del Quattrocento, uno dei quali «sul quarto semipilastro della navata destra è un interessante personaggio: ritratto in atto di sorreggere un modellino della chiesa, è accompagnato dal committente inginocchiato ai suoi piedi, forse un domenicano. In lui, gli studiosi riconoscono il compatrono di Alba, affrescato probabilmente dopo il 1429. Un’immagine che richiama le preziose testimonianze conservate in cattedrale nella cappella dedicata al santo», dice Enrica Asselle.

Dalla pergamena al digitale

Carta parla, carta canta è insieme un punto d’arrivo e ripartenza di “Dalle pergamene al digitale. La storia e le sue fonti”, progetto sostenuto dalla Compagnia di San Paolo e sviluppato dal Mudi, in particolare dall’archivio e biblioteca della diocesi.

Del Rotulo di san Teobaldo è stata realizzata un’edizione digitale e da questa una copia cartacea che ha poco da invidiare all’originale. La prima ha la funzione di «eliminare le barriere di un testo scritto in latino e con grafie non interpretabili con facilità», per usare le parole di Chiara Cavallero, l’archivista che ha seguito il lavoro fin dall’inizio in corrispondenza con l’Istituto di linguistica computazionale dell’Università di Pisa, e Roberto Rosselli Del Turco dell’Università di Torino. La seconda sarà usata per la didattica, le mostre, l’esame degli studiosi. In sintesi, mentre il Rotulo potrà rimanere nel suo armadio blindato, alla giusta temperatura e umidità, il suo contenuto sarà accessibile a tutti e ovunque, con la traduzione a fianco e la possibilità di creare nuovi collegamenti e materiali. Un percorso che in futuro sarà sviluppato per altre pergamene e documenti.

Sabato 17 giugno la storia di san Teobaldo sarà il “filo conduttore” della visita, condotta da Chiara, Enrica ed Elisa, al Tesoro della cattedrale con il Rotulo, gli antichi reliquiari e la salita sul doppio campanile romanico di San Lorenzo. Le visite sono previste alle 15 e alle 16.30. Una versione in notturna, chiamata Speciale san Teobaldo, è prevista per martedì 20 giugno, alle 20 e alle 21.30, sempre con le esperte di Colline e culture e Culturalpe. Per informazioni è possibile chiamare il numero 349-15.73.506.

Fin qui le proposte del Mudi per la divulgazione e il turismo; dal lato della formazione prosegue, per l’alternanza scuola-lavoro, l’intervento degli studenti delle scuole superiori, seguiti da Chiara, per la redazione e traduzione dei testi destinati ai totem digitali che fanno da didascalia al Museo diocesano. Quest’inverno parteciparono più classi del liceo Leonardo da Vinci, da lunedì scorso sono all’opera due ragazze del liceo Giuseppe Govone e una del Pinot Gallizio.

Paolo Rastelli