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Densità e lentezza nel Piemonte Pride in salsa albese

Alba. 8/7/17 GayPride. photo muratore

ALBA La densità e la lentezza. Due caratteristiche che definivano un evento senza precedenti nella storia cittadina. Densità perché una strada può (ancora) riempirsi di corpi che inseguono un ideale.

Lentezza era la non-fretta nel procedere da piazza Pertinace lungo via Maestra, in una direzione di accettazione, libertà e uguaglianza, come se la consapevolezza alla base fosse: “A prescindere da opposizioni o resistenze raggiungeremo il traguardo della non discriminazione”.

La marcia dell’Alba Pride organizzato dal collettivo De-Generi avanzava l’8 luglio per la via centrale dietro a un carro musicale con palloncini colorati. Spuntavano bandiere, cori festosi e danze, grida di chi dal basso è stufo di barriere e pregiudizio, di chi pretende che i corpi possano prescindere da orientamenti sessuali.

La croce rossa illustrava metodi contraccettivi e protettivi con cartelloni esplicativi, un uomo con una maschera prendeva sulle spalle un bambino e donne adulte innaffiavano la folla con pistole ad acqua per proteggere dal caldo.

 

Così nel pomeriggio di sabato tutto il centro storico era colorato. Dai negozi i commercianti e gli avventori, appostati sull’uscio e interrotta la routine lavorativa, osservavano e filmavano con telefonini. Impossibile intuirne i pensieri: alcuni forse meravigliati ed esultanti, altri indignati, altri imparziali.

Molte vetrine e pure un pezzetto di porfido di via Maestra erano colorati di arcobaleno, simbolo della parata. Altri ancora hanno preferito astenersi dal prendere posizione. Un bambino di cinque anni chiede: “Mamma cosa succede, perché queste persone camminano?”, e lei risponde: “Perché un giorno tu possa decidere chi essere e come essere senza che nessuno ti giudichi”.

Sul palco dell’H-zone al termine della parata, forse a sorpresa, sono molti i politici a intervenire. Ma la politica non è centrale nell’evento.

Questa volta l’atmosfera è un’eco di lotte passate. Nel parco i banchetti allestiti di Amnesty international, del collettivo Mononoke e di altre associazioni cittadine per la lotta dei diritti sembrano parallelismi di un tempo trascorso: la mobilitazione partigiana, le lotte studentesche, gli scioperi operai. L’Alba Pride esprimeva un’anima della città sovente nascosta, ma che si è dimostrata capace di vita.

Matteo Viberti