Le riflessioni dell’Ail di Cuneo in seguito alla morte di Andrea

AIL Abbiamo aspettato qualche giorno per rispetto, ma ora riteniamo opportuno spendere qualche parola sulla vicenda di Andrea, il giovane albese morto di leucemia a inizio agosto; pensiamo che sia doveroso nei confronti delle tante persone che sostengono l’Ail Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma di Cuneo e che, più o meno direttamente, hanno avuto una parte in questa storia.

Andrea e la sua famiglia sono approdati al reparto di Ematologia di Cuneo a marzo 2016. In molti hanno conosciuto la sua storia per il clamore suscitato dal gesto di generosità compiuto da tanti giovani, soprattutto compagni di scuola, presentatisi in massa a tipizzarsi per candidarsi a donatori di midollo osseo.

L’entusiasmo incondizionato di quella folla di ragazzi aveva acceso la speranza non solo per Andrea, ma per tanti altri malati che come lui sono in attesa di un donatore compatibile. Bisogna però ricordare che, in questa attesa, la malattia non scompare, anzi.

Averci a che fare quotidianamente è una fatica che spesso spaventa e allontana: sarebbe stato bello se, dopo l’ammirevole gara di solidarietà iniziale, altrettanti amici fossero stati un po’ più vicino ad Andrea anche in tutto il resto del percorso.

Mentre si aspettava quel midollo compatibile che non è mai arrivato, altre persone si sono prese comunque a cuore lui e la sua famiglia, ogni giorno, in silenzio, ed è giusto ricordarlo.

In questi mesi, Andrea è stato curato in un reparto di Ematologia ad alta professionalità e umanità, che gli ha garantito non solo il meglio delle risorse disponibili ma gli ha anche procurato l’accesso alle terapie più innovative (alcune fatte arrivare anche dall’estero con procedure personalizzate).

Insieme ai suoi famigliari è stato ospitato in “casa Ail” dal primo all’ultimo giorno della sua battaglia. Volontari preziosi hanno fatto compagnia a lui e alla sua mamma per aiutarli a ritagliarsi “pezzi di normalità” in quel difficoltoso alternarsi di speranze e delusioni che è la lotta alla malattia.

Andrea ha voluto rimanere nella “casa Ail” fino alla fine, rifiutando il ricovero, ed è stato accontentato: in quella che lui chiamava “la casetta” ha passato serenamente gli ultimi giorni, circondato solo dall’affetto dei suoi cari, lì è stata allestita la camera ardente quando si è spento e da lì è partito per l’ultimo viaggio.

Raccontiamo tutto questo non per visibilità, ma per ringraziare chi sostiene l’Ail con fiducia e per dire a chi ancora non lo sa, che cos’è davvero un’associazione come l’Ail: ogni aiuto che viene da voi, si trasforma in un pezzo di “storia vera” come quella di Andrea (e sempre più spesso con una conclusione più serena…). Ogni Stella di Natale, ogni Uovo di Pasqua, ogni piccola e grande donazione ci serve per tenere in piedi il mondo che vi abbiamo descritto: un reparto dove “si curano e ci si prende cura” di malati e famigliari (ingiusto citare singole persone, sono tutte splendide), dei volontari che regalano tempo e affetto (e che proprio non vogliono essere citati), un servizio come quello delle case Ail (che, secondo noi, dopo questa vicenda ha un significato ancora più forte di prima…).

Niente di tutto ciò finirà sui giornali ma in questa storia ha fatto davvero la differenza; del resto chi ne è stato parte non ha bisogno di riconoscimenti o pubblicità: la serenità di Andrea fino all’ultimo respiro rimarrà per loro e per noi il più bel ringraziamento. Ci auguriamo che sempre più persone e soprattutto giovani, in futuro, sappiano raccogliere la sfida del volontariato: in certe situazioni regalare un semplice sorriso e qualche minuto di compagnia può diventare un piccolo atto di eroismo, che lascia un segno indelebile nel cuore sia di chi lo dà che di chi lo riceve.

Ail Cuneo