Su questo sito utilizziamo cookie tecnici.

Dal ciclo idrico oltre 975mila euro per l’unione montana alta Langa

ALTA LANGA La Regione ha reso noto l’importo dei fondi destinati alle unioni montane per lavori di difesa e di tutela dell’assetto idrogeologico. Le somme provengono dall’8 per cento del gettito tariffario versato dai cittadini attraverso il pagamento della bolletta ai gestori del servizio idrico integrato e sono distribuite, in base a popolazione e superficie territoriale dell’area considerata, dall’Ente di governo dell’ambito territoriale ottimale cuneese (Egato). Per semplificare le procedure di assegnazione dei soldi, in particolare quelli fermi degli anni passati, la Giunta Chiamparino, su proposta dell’assessore all’ambiente, Alberto Valmaggia, ha approvato una delibera grazie alla quale si snelliscono gli iter burocratici.

Nei mesi passati, dimostrando un grande spirito di solidarietà, la Conferenza dei rappresentanti degli enti locali nell’Egato aveva destinato il fondo disponibile dell’esercizio 2017 (4 milioni 395mila euro) alle unioni montane con i Comuni colpiti dall’alluvione del novembre 2016. Rimanevano da ripartire le risorse 2015, 2016 e 2018, per un totale di 12 milioni 844.452,78 euro, di cui 1.416.230,46 già assegnati. Per cui sono ancora utilizzabili 11.428.222,32 euro.

All’unione montana Valli Mongia e Cevetta, Langa cebana, alta Val Bormida spetteranno 418.074,58 euro; all’unione montana Alta Langa, 975.138,97 euro.

«Siamo molto soddisfatti perché, attraverso il lavoro molto collaborativo svolto con la Regione, si è impostato un percorso con meno ostacoli rispetto al passato. Quando andrà a regime, l’importo dell’8 per cento sarà impegnato nell’anno successivo. Per gli importi dei tre anni assegnati in questo periodo dall’Egato, le unioni montane devono presentare l’elenco degli interventi entro settembre. I territori attendevano questo provvedimento da tempo», afferma il vicepresidente Egato e presidente dell’unione montana Valle Maira, Roberto Colombero.

Per l’assessore Valmaggia, «grazie anche alla delibera regionale di snellimento degli iter burocratici, ora le risorse possono essere utilizzate in tempi ragionevoli. Si tratta di fondi diventati indispensabili per realizzare i lavori di difesa e di tutela dell’assetto idrogeologico delle terre alte».